Piano esiti, migliora la sanità ma restano zone d'ombra

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 20/10/2014 14:07

Migliora la sanità italiana, ma lo fa a macchia di leopardo e in alcuni casi ancora a bassa velocità. I dati dell’edizione 2014 del Programma nazionale esiti (PNE) sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute e presentato ieri a Roma confermano che c'è un'Italia divisa in due anche sulla salute. E che la strada da percorrere è ancora molto lunga.

 

Dalle fratture del collo del femore ai parti cesarei. Dall'asportazione della colecisti in laparoscopia al trattamento dell'infarto. Dal by-pass aortocoronarico all'steroctomia. E così via. Il programma nazionale Esiti 2014 - sviluppato da Agenas per conto del ministero della Salute e presentato a Lungotevere Ripa (clicca qui per scaricare il documento completo)- dà conto del complesso quadro delle cure erogate da Sud a Nord Italia, nelle Regioni così come nelle singole aziende ospedaliere e sanitari. «Non chiamatela classifica - avvertono dalla Salute - chiarendo che i 58 indicatori di esito/processo, i 50 volumi di attività e i 23 indicatori di ospedalizzazione sono «strumenti di valutazione a supporto di programmi di auditing clinico e organizzativo finalizzati al miglioramento dell'efficacia e dell'equità nel Ssn». Ma se il Pne «non produce classifiche», saltano agli occhi i dati più clamorosi.

I cesarei. I dati 2014 confermano la classica "macchia di leopardo", con grandi differenze regionali. Ma due dati saltano agli occhi: da una parte, decresce dal 29% del 2008 al 26% del 2013 la proporzione di parti cesarei primari, dall'altra migliora una serie di regioni del Sud. Basilicata, Calabria e Sicilia cominciano finalmente ad avvicinarsi alla media nazionale, seppure con una grande variabilità interna. Permane il gradiente nord-sud, con le regioni del nord Italia intorno al 20% (il valore medio nazionale è del 26%) e le regioni del Sud con valori vicini al 40% che. La Campania si conferma anche quest'anno maglia nera con valori intorno al 40%. Mentre Liguria e Valle D'Aosta sono per il nord le uniche regioni a presentare valori superiori a quelli nazionali.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità sin dal 1985 afferma che una proporzione di cesarei superiori al 15% non è giustificata. Il parto cesareo rispetto a quello naturale comporta infatti maggiori rischi per la donna e il bambino e dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche. Il regolamento del ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell'assistenza ospedaliera fissa al 25% la quota massima di cesarei primari per le maternità con più di 1.000 parti e 15% per le maternità con meno di 1.000 parti.

Le fratture di femore. Solo il 45,7% delle fratture di femore nell'anziano sono state operate nel 2013 entro le 48 ore, lo standard previsto entro cui si riducono mortalità e complicanze per il paziente. Rispetto al 2008, quando la proporzione era del 28,7%, si è registrato un significativo miglioramento, anche se si è ancora al di sotto dello standard atteso, superiore all'80%. In particolare, la proporzione di fratture di femore sopra i 65 anni di età operata entro due giorni è passata dal 28,7% del 2008 al 45,7% del 2013, restando però ancora al di sotto dello standard atteso, superiore all'80%. Sulla base dei dati di mortalità a un anno, si stima che il numero di decessi prevenuti in questo periodo, grazie all'anticipazione dell'intervento, è di circa 6000. A fronte però di un valore nazionale medio del 45.7%, anche in questo caso si osserva una notevole variabilità intra e interregionale con valori per struttura ospedaliera che variano da un minimo del 10% ad un massimo del 90%. La performance più favorevole l'ha registrata l'Ospedale di Merano con l'89,9% (su 110 interventi annui), seguito dall'Ospedale S. Croce Castelnuovo di Garfagnana in Toscana con l'89,6% (77 interventi) e dall'Ospedale di Clès (Pa Trento) con l'87,9% su 104 operazioni. L'esito più sfavorevole l'ha registrato, invece, l'ospedale Barone Romeo Patti in provincia di Messina con il 10% di operazioni (su un totale di 63) effettuate entro le 48 ore, preceduto dall'Ospedale S. Francesco di Nuoro con il 10,1% (su un totale di 117 operazioni) e dall'Ospedale A. Fiorini di Terracina con il 10,2% su 185 interventi 


 

Il piano nazionele Esiti
 


 

fonte: ansa, sole24ore, ministero salute, agenas

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