Un medico su cinque non conosce i farmaci biosimilari

Redazione DottNet | 20/10/2014 19:45

Un medico su cinque in Europa non conosce ancora i farmaci biosimilari, ovvero le versioni 'alternative' dei farmaci biotecnologici con brevetto scaduto. Lo rivela un sondaggio condotto su 470 camici bianchi di cinque Paesi europei, i cui risultati sono stati presentati in occasione del workshop ''I biosimilari e l'impiego nella pratica clinica: l'Italia deve agire?'', organizzato a Roma da Assobiotec con il patrocinio del Ministero della Salute.

L'indagine, promossa da Alliance for Safe Biologic Medicines (Asmb), ha preso in esame 470 medici che lavorano in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Il campione includeva specialisti in nefrologia, reumatologia, dermatologia, neurologia, endocrinologia e oncologia. Dai risultati è emerso che un quarto dei partecipanti non è in grado di definire i biosimilari: solo il 22% afferma di avere familiarità con questi farmaci, mentre oltre la metà (54%) dichiara di avere una conoscenza di base.

 

Il sondaggio evidenzia inoltre che l'uso dello stesso nome generico per due farmaci può essere fuorviante, non solo perché può portare ad una erronea attribuzione delle reazioni avverse (se i segnalatori riportano solo il nome generico), ma anche perché può dare l'impressione sbagliata che siano strutturalmente identici. Per superare questa impasse, Assobiotec propone di costituire un osservatorio permanente con il coinvolgimento delle associazioni civiche e di pazienti e le società scientifiche, in modo da tracciare e monitorare la scelta informata delle terapie di medici e pazienti, per uno sviluppo consapevole e condiviso del mercato dei farmaci biosimilari. Inoltre, le aziende biotech chiedono più investimenti sulla formazione dei medici e sull'informazione rivolta ai pazienti, oltre che una etichettatura più trasparente che permetta di avere informazioni immediate su ogni singolo biosimilare.

 

 

Fonte: assobiotec