Legge stabilità, per via telematica anche il certificato di morte

Redazione DottNet | 22/10/2014 14:02

Per scongiurare il rischio che i parenti di un defunto continuino a percepire la pensione, la Legge di Stabilità prevede un'importante innovazione: la spedizione in via telematica dei certificati di morte.

Arriva una stretta delle norme nel caso di pagamento della pensione ad un defunto con l'obiettivo di evitare possibili frodi. La norma così com'è strutturata, richiede che sia previsto l'invio telematico all'Inps del certificato di decesso da parte del medico che accerta la morte e l'obbligo di restituzione da parte della banca degli eventuali importi già accreditati. Si tratta di un provvedimento volto ad evitare l'indebita riscossione della pensione da parte dei parenti, casi sempre più frequenti e che vengono poi accertati dopo anni. Sulle modalità di attuazione della norma ancora non si sa nulla, ma secondo indiscrezioni, si tratterebbe di inviare il certificato così come si sta procedendo con i certificati di malattia.

 

E a proposito di pensioni arrivano altre novità: slitterà dal primo al giorno 10 di ogni mese il loro pagamento. La norma riguarda però solo chi ha la doppia pensione Inps-Inpdap (circa 800.000 persone). Gli altri 15 milioni la riceveranno come ora, il 1 se la pensione è Inps, il 16 se hanno un assegno Inpdap.

 

L'Inps spiega che è quanto scritto nella norma contenuta nel ddl di stabilità, in queste ore all'esame della Ragioneria dello Stato. Ieri sindacati, associazioni di consumatori e associazioni di pensionati da lavoro autonomo erano insorti contro lo slittamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese sulla base di quanto scritto nella bozza del ddl di stabilità circolata dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri la scorsa settimana.

 

La norma prevede che ''i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate dagli invalidi civili, nonchè le rendite vitalizie dell'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese''. Il pagamento slitta al giorno successivo se il 10 del mese è ''festivo o non bancabile''. Il nodo che emerge - secondo chi contesta la norma - è che spesso la pensione serve per pagare impegni ''fissi'', come l'affitto (che scade solitamente il 5 di ciascun mese), il mutuo o eventuali pagamenti di prestiti. La Legge di Stabilità, inoltre, prevede che l'Inps debba fare ''un unico pagamento ove non esistano cause ostative nei confronti dei beneficiari di più trattamenti''.

 

 

Fonte: ansa, inps

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