Intesa Dpc, per Federfarma Sicilia così non va

Redazione DottNet | 24/10/2014 18:14

Federfarma Sicilia potrebbe arrivare a chiedere la ricontrattazione dell’accordo sulla dpc in vigore da marzo. E’ l’ipotesi sulla quale stanno ragionando i vertici regionali del sindacato titolari dopo le protratte inadempienze dell’amministrazione sui servizi che – in base all’intesa – si sarebbero dovuti avviare nelle farmacie del territorio.

L’accordo, in sostanza, concedeva alla Regione una distribuzione per conto particolarmente vantaggiosa, con un compenso alle farmacie di 4,50 euro a pezzo (6,80 alle rurali, quota al distributore compresa e iva esclusa), per agevolare il contenimento della spesa farmaceutica; in cambio, l’amministrazione prometteva una serie di intese – da stipulare nei mesi successivi – per l’avvio di servizi remunerati. Invece non si è ancora visto nulla, anche se gli effetti della dpc si sono fatti sentire perché nei primi sette mesi dell’anno la spesa farmaceutica convenzionata è calata di oltre il 10%. «Noi possiamo dire di aver fatto la nostra parte» commenta Francesco Mangano, presidente di Federfarma Sicilia «la Regione invece non ha ancora mantenuto una sola promessa. Finora siamo solo riusciti a parlare di screening, ovviamente perché gratuiti».
Risultato, l’insofferenza delle farmacie ha ormai superato il limite: «Sul Cup» continua Mangano «si continua a tergiversare perché il sistema di prenotazione andrebbe messo in piedi con Sicilia Servizi, un’azienda regionale che di fatto è un pozzo senza fondo. Sulla diabetica, invece, abbiamo ormai capito che l’assessorato non vuole fare con noi nessun accordo».
E allora, è il ragionamento che sta cominciando a prendere piede in Federfarma, tanto vale ricontrattare l’intesa: «Dobbiamo ancora approfondire la questione» continua Mangano «ma un’ipotesi potrebbe essere quella di sostituire i servizi con una serie di adempimenti legati alla prescrizione o alla dispensazione e opportunamente remunerati. Per esempio, per assicurare l’appropriatezza dei consumi». Se ne parlerà nei prossimi giorni, ma l’intenzione è comunque quella di andare dalla Regione con un aut aut: o si riscrive l’accordo per assicurare alle farmacie una retribuzione che compensi quanto perso sulla convenzionata, oppure lo si straccia. «E in quel caso» avverte Mangano «il governo sicilaino dovrà spiegare a Roma perché i risparmi di spesa registrati nella prima parte dell’anno sono spariti nella seconda».

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