Al via la collaborazione tra oncologi e medici di base

Medicina Generale | Redazione DottNet | 24/10/2014 18:52

Il 73% dei pazienti oncologici riconosce il valore della collaborazione fra specialista e medico di famiglia per la gestione della sua malattia, ma oltre la metà (54%) giudica oggi questo rapporto insufficiente.

Opinione condivisa anche dai clinici: per il 57% di loro la cooperazione ospedale-territorio è inadeguata. E' quanto emerso nella giornata inaugurale del XVI Congresso Aiom, in corso fino a domenica a Roma, in cui è stato presentato un progetto di collaborazione fra l'Associazione di Oncologia Medica (Aiom) e la Società di Medicina Generale (Simg), con i pazienti dell'Associazione Malati di Cancro (Aimac) sulla gestione del malato oncologico. Oncologi e medici di famiglia non si parlano o si parlano poco e questo pesa sulla gestione dlela patologia, soprattutto dopo la fase acuta - e' emerso al convegno- con la conseguenza, per i pazienti, di affollare gli ambulatori di oncologia degli ospedali, far lievitare i costi e affrontare trasferte verso il centro clinico.

Eppure, creando un modello di condivisione, il medico di medicina generale potrebbe, senza problemi, gestire il follow-up del paziente, riservando la visita specialistica quando è davvero utile. "Nel nostro Paese quasi un milione di persone si sottopone a controlli di follow-up. Dobbiamo dare loro la possibilità di essere seguiti per le visite di routine anche vicino casa" spiega il professor Stefano Cascinu, presidente Aiom". Nella prima fase del progetto nazionale che riunisce Aiom, Simg e associazioni di pazienti, sono stati realizzati opuscoli informativi e un sito internet, che diventerà una piattaforma di confronto tra specialisti.

 

fonte: ansa

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato