I trattamenti attuali non riescono ad abbattere i rischi vascolari nei pazienti diabetici o affetti da patologie cardiovascolari

Redazione DottNet | 03/12/2008 16:01

oculistica

Specialisti di fama mondiale provenienti da Nord America, Europa, Asia e Giappone si sonoriuniti recentemente per lanciare l’iniziativa Riduzione del Rischio Residuo (R3i) – un programma globale unico volto a valutare e ridurre l’elevato rischio di infarto del miocardio, ictus, nefropatia, cecità e amputazione non traumatica degli arti a cui sono esposti numerosi pazienti affetti da patologie cardiache e diabete nonostante l’utilizzo ottimale della terapia attualmente disponibile.

 

L’R3i, organizzazione mondiale senza scopo di lucro, accademica e multidisciplinare, mira a ridurre il rischio troppo elevato di complicanze microvascolari e macrovascolari in pazienti affetti da dislipidemia aterogena, caratterizzata da livelli elevati di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL (lipoproteina ad alta densità) che non rappresentano l’obiettivo degli attuali standard di trattamento.
Tale alterazione lipidica è tipica dei pazienti affetti da diabete di tipo 2 o da sindrome metabolica, e risulta comune nei pazienti affetti da patologia cardiovascolare conclamata.
Il Presidente di R3i, Professor Jean-Charles Fruchart dell’Università di Lille, Francia, ha dichiarato: “Abbiamo ormai evidenze inequivocabili, risultanti da numerosi studi, che dimostrano come ulteriori riduzioni del colesterolo LDL, della pressione sanguigna e degli zuccheri nel sangue da soli abbiano un impatto ridotto, o addirittura nullo, sul rischio vascolare residuo. Pertanto abbiamo urgente bisogno di nuove strategie per affrontare altri fattori di rischio modificabili come la dislipidemia aterogena, che contribuisce in maniera sostanziale al rischio vascolare residuo in milioni di pazienti affetti da diabete e patologie cardiovascolari.”
L’iniziativa R3i affronterà questo problema preponderante in tema di salute pubblica. Nel proprio manifesto pubblicato sulla rivista Diabetes & Vascular Disease Research (Diabetes Vasc Dis Res 2008;5:319-35) e in un supplemento dell’American Journal of Cardiology (Am J Cardiol 2008:102:Supplement 10A ), R3i evidenzia la necessità di:
" Ricerche originali intese a quantificare l’effettiva ampiezza del rischio vascolare residuo nei pazienti affetti da dislipidemia aterogena ed a identificare nuovi obiettivi per gli interventi.
" Programma di formazione inteso a generare attenzione sul rischio vascolare residuo e a incoraggiare gli operatori sanitari, in particolare i Medici di Medicina Generale, a tradurre i risultati disponibili delle ricerche in migliori strategie di trattamento.
" Patrocinio inteso ad assicurare che il problema del rischio vascolare residuo associato alla dislipidemia aterogena riceva la corretta priorità nelle linee guida nazionali e internazionali.
“Il nostro scopo principale deve essere quello di far conoscere e comprendere in modo da consentire ai medici di avvicinarsi all’obiettivo di normalizzare il rischio cardiovascolare residuo nei pazienti affetti da patologie cardiache e/o diabete - ha dichiarato Frank Sacks, Professore di Prevenzione delle Patologie Cardiovascolari, Harvard School of Public Health, Professore di Medicina, Harvard Medical School, Boston, USA e Vice-presidente di R3i - La nostra speranza è che le ricerche originali effettuate sotto l’egida di R3i e l’ampia comunicazione delle attuali conoscenze e dei nuovi dati portino a miglioramenti significativi in termini di riduzione del rischio rispetto a quanto riusciamo a conseguire oggi. Nonostante i significativi progressi nella riduzione del rischio cardiovascolare compiuti negli ultimi 20 anni, stiamo solo ora iniziando ad affrontare questo aspetto. Invitiamo i nostri colleghi a unirsi a noi in questa importante sfida.”
L’iniziativa R3i è gestita da un Consiglio dei Trustee e da un Comitato Direttivo Internazionale (ISC) composto da 21 specialisti in cardiologia, diabetologia, lipidologia, endocrinologia, epidemiologia, oftalmologia, nefrologia e scienza di base. La struttura giuridica della iniziativa R3i sarà basata su una Fondazione costituita in Svizzera, mentre sono state costituite (o in corso di costituzione) le organizzazioni nazionali in 40 paesi in tutto il mondo. I Membri della Fondazione R3i realizzeranno programmi di ricerca e di formazione nei rispettivi paesi e daranno vita ad iniziative nazionali autonome coerenti alla missione di R3i.
La Fondazione R3i ricercherà finanziamenti da diverse fonti. Il finanziamento iniziale per la costituzione è stato erogato da Solvay Pharmaceuticals.
Il programma iniziale di ricerca di R3i prevede due indagini epidemiologiche mondiali intese a quantificare l’effettiva entità del rischio microvascolare e macrovascolare residuo associato a dislipidemia aterogena nei pazienti affetti da patologia cardiaca e/o diabete di tipo 2 trattati con l’attuale standard di trattamento.
Inoltre questa ricerca genererà ipotesi relative al ruolo delle alterazioni lipidiche come l’aterogenicità dei trigliceridi e l’ateroprotezione del colesterolo HDL (proteina ad alta densità) nella gestione futura del rischio cardiovascolare. R3i, nell’ambito del proprio impegno a favore della formazione, ha già dato il via allo sviluppo di strumenti di formazione e di un sito web dedicato in cui è presente un programma accreditato CME. Ciò consentirà di tenere seminari web in diretta (webinar) dando la possibilità ai medici di interagire e comunicare con i colleghi di tutto il mondo.