Al via in Lombardia la ricetta elettronica. Ma si dovrà stampare

Redazione DottNet | 29/10/2014 18:41

Le farmacie della Lombardia aderenti a Federfarma sono pronte per gestire la ricetta elettronica. Lo ha reso noto Federfarma Lombardia, precisando che appena saranno pronti medici, ospedali e Asl, in Regione si potrà partire.

L'annuncio della conclusa preparazione dei farmacisti lombardi è stato dato  dopo l'ultimo dei 16 corsi di formazione sulla gestione della ricetta. Ad oggi, sono stati formati circa 8.000 farmacisti che ora sanno come operare se un cittadino si presenta in farmacia col promemoria di una ricetta elettronica, come già oggi si fa col 'biglietto elettronico' di un volo aereo.

''La Regione ci ha chiesto di prepararci in modo che un cittadino con una ricetta elettronica potesse presentarla in qualunque farmacia - dice Annarosa Racca, presidente Federfarma -. Abbiamo formato tutte le 2.800 farmacie lombarde proprio perché esse svolgeranno un ruolo chiave nell'innovazione digitale, così come definito nel Patto per la Salute''.

La sperimentazione sta completandosi in alcune farmacie dell'Asl di Bergamo e Como e, con il coordinamento del presidente di Federfarma Lecco, Andrea Braguti, in tutte le farmacie di quest'ultima Asl. Il primo corso si è tenuto in giugno proprio a Lecco, dove la sperimentazione è già partita, con successo. Gli altri corsi sono seguiti a Como, Cremona, Bergamo, Brescia, Pero, Varese, Barlassina, Mantova, Milano, Sondrio, Rozzano, Pavia.

La nota di Federfarma non lo dice, ma secondo indiscrezioni la 'ricetta elettronica' dovrebbe partire già nel mese di novembre a Monza e tra dicembre e gennaio a Milano.

E non è tutto: l’obiettivo era l'eliminazione della carta, riducendo così costi e inquinamento, ma i medici dovranno comunque stampare la ricetta su un foglio bianco, da consegnare in farmacia per farvi applicare la fustella (ovvero il bollino) del medicinale. «Ma così è una beffa», attaccano i medici.

Il passaggio dalla ricetta cartacea a quella elettronica è stato deciso in ambito nazionale da un decreto legge del 2010. In questi anni è partito a macchia di leopardo: finora solo Sicilia, Valle d’Aosta, Trentino, Basilicata e Veneto sono entrate a regime. In Lombardia il progetto è decollato a Lecco e Bergamo in primavera: in questi mesi sono state fatte circa 100mila prescrizioni telematiche. Adesso arriva l’estensione a tutto il territorio regionale: «Il sistema è pronto — dicono da Lombardia Informatica, la società regionale che gestisce il Siss — Le Asl dovranno organizzare la formazione dei medici: entro fine mese il servizio dovrebbe essere a regime».

Ma se i farmacisti sono pronti a partire — in 8mila hanno seguito i corsi di formazione che riguardano 2.800 farmacie — di tutt’altra idea sono i medici. Che non solo lamentano l’assenza (finora) dei corsi. Ma criticano anche l’organizzazione del progetto, in ambito sia nazionale sia regionale. «Non si può parlare di dematerializzazione perché andrà comunque stampato un promemoria — nota Fiorenzo Corti, segretario regionale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale — In più, in Lombardia rimarranno escluse dalla ricetta elettronica le prescrizioni di quei farmaci per i quali è in vigore un’esenzione che però è solo regionale». Come nel caso, per esempio, delle esenzioni per i lavoratori in cassa integrazione. «La ricetta elettronica non sarà affatto elettronica — chiosa Roberto Carlo Rossi, presidente del sindacato Snami e guida dell’Ordine dei medici di Milano — Le prescrizioni continueranno a essere cartacee. Certo, in prospettiva la dematerializzazione sarà una cosa positiva che permetterà un risparmio. Ma nei fatti siamo ancora lontani».

 

fonte: federfarma, repubblica