Carbossiterapia: usi e applicazioni

Andrea Menichelli | 28/10/2014 16:32

La carbossiterapia è una tecnica che nasce in Francia nei primi del Novecento.

Questa veniva usata per problemi di microcircolo e quindi per insufficienza venosa cronica  ma si è visto che dava miglioramenti anche alle ulcere diabetiche.

In Francia nella stazione termale di Royat iniziarono i primi studi addirittura per trattamento di Arteriopatie Obliteranti però si usavano dei sacchi dove si metteva la CO2.

L’evoluzione della Carbossiterapia si è avuta pochi anni dopo capendo che si poteva iniettare nel tessuto sottocutaneo creando una specie di enfisema sottocutaneo che scollava i tessuti e migliorava il microcircolo.

Per quanto riguarda la Medicina Estetica si è capito che grazie al suo funzionamento di stimolazione sul microcircolo poteva dare effetti importanti per quanto riguarda i problemi di Insufficienza Venosa Cronica, Ritenzione Idrica e Cellulite.

Inoltre può influenzare il metabolismo dei lipidi: grazie all'effetto Bohr, provoca un aumento della biodisponibilità dell'ossigeno necessario per i processi di ossidazione lipidica, determinando così un effetto "brucia grassi".

Questo determina la sua utilità nel trattamento delle adiposità localizzate.

Un'altra cosa dove può essere utile la Carbossiterapia è per ridurre le rughe effettuando un effetto lifting sulle stesse.

L’uso di Carbossiterapia combinata a Biorivitalizzanti, Prp o altri fattori di crescita provoca un miglioramento delle “rughe”.

Non ci sono vere e proprie controindicazioni.

La carbossiterapia può avere diversi effetti collaterali nei casi di:

- Insufficienza respiratoria grave

- Insufficienza renale grave

- Insufficienza cardiaca grave

- Terapia con acetazolamide, diclofenamide o altri inibitori dell'anidrasi carbonica

- Anemia grave

- Insufficienza epatica grave

- Ipertensione arteriosa grave

- Pregresso ictus cerebrale

- Tachiaritmie cardiache

- Trombosi arteriose

- Tromboflebiti

- Flebotrombosi

- Embolie

- Gangrena gassosa

- Gravidanza

In sintesi nei pazienti che presentano condizioni gravi non è consigliata.

Le sedute di Carbossiterapia si effettuano una volta a settimana per circa 8-10 sedute. Durano circa 15-20 minuti. Si usa una macchina che regola la CO2e la fa entrare nella cute tramite un ago. Le ultime macchine sono riscaldate e diminuiscono il leggero fastidio dell’entrata del gas nel tessuto cutaneo.

Si possono trattare vari distretti Gambe, Fianchi, Glutei, Interno coscia e Addome, ma anche Viso Collo e decoltè. Ultimi studi evidenziano che la Carbossiterapia è utile anche nel trattamento della Psoriasi riducendone la grandezza a livello delle giunture.

Inoltre sembra che abbia effetti importanti anche su problemi di disfunzione erettile, anche per il ringiovanimento della vagina e un ultimo studio evidenzia la sua efficacia per quanto riguarda l’alopecia Androgenetica con miglioramento del microcircolo e magari associando Fattori di Crescita o Prp.

Si può affermare quindi che la Carbossiterapia non ha grossi effetti collaterali è un trattamento non solo di estetica ma anche che migliora la qualità di vita del paziente studiato e applicato da tanto tempo non troppo costoso e con risultati importanti che per esempio per quanto riguarda le gambe pesanti nei pazienti con problemi di microcircolo si vedono subito.

Il paziente dice sento le gambe leggere e mi stanco meno nella giornata.

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