Crolla la spesa per i dispositivi medici. Giù anche la qualità

Redazione DottNet | 28/10/2014 19:14

Cala la spesa per i dispositivi medici, nel 2013 pari al 5,1% del Fondo sanitario nazionale, a fronte del 5,6% dell'anno precedente, secondo i dati aggiornati del Centro Studi di Assobiomedica, associazione che riunisce le imprese del settore.

Aumentano, di pari passo, i cittadini che segnalano criticità nelle forniture. "Quantità insufficienti, tempi d'attesa inadeguati e qualità scadente: dalle protesi agli aerosol, dalle siringhe ai misuratori pressione e glicemia, gli italiani sempre più spesso lamentano inadeguatezza delle forniture". E' quanto denuncia Tonino Aceti, Coordinatore del Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva a margine del convegno "Oltre la siringa. Dispositivi medici: solo costi o più salute?", organizzato  a Roma da Assobiomedica.

Dal 2012 al 2013 abbiamo visto un aumento dal 19,4 al 24% di segnalazioni per scarsa qualità dei dispositivi medici, in particolare per protesi degli arti inferiori e pannoloni", spiega. Alla qualità scadente si uniscono "la quantità insufficiente e i lunghi tempi d'attesa, che costringono molti cittadini a pagare di tasca loro, oltre alle segnalazioni per la mancata manutenzione o obsolescenza dei macchinari delle strutture pubbliche". La centralizzazione degli acquisti prevista dal Patto per la Salute 2014-12016 e già avviata in alcune regioni, secondo Aceti, "non deve coincidere con la standardizzazione e non deve avere come solo criterio guida quello del costo". Quattro, invece, "gli elementi cardine imprescindibili: qualità, sicurezza, personalizzazione e innovazione. Comprare un medical device perché costa meno ma non ha questi requisiti non ha senso"

 

fonte: assobiomedica