La responsabilità del medico: una sentenza rivoluzionaria

Carlo Ranaudo | 09/01/2015 17:53

Si apre uno spiraglio verso un nuova modalità di interpretazione della colpa medica.

Con una recente sentenza il Tribunale di Milano ha affermato che la responsabilità del medico ospedaliero è di “natura extra-contrattuale” (art. 2043 c.c. 1 - Risarcimento per fatto illecito) con conseguenze importanti i) sia in tema di onere della prova della sussistenza dei presupposti della pretesa risarcitoria del paziente, onere della prova che resta in capo alla parte che pretende il risarcimento (e quindi il paziente) ii) sia in tema di termini di prescrizione che, nel caso di responsabilità extra-contrattuale, sono ridotti a 5 anni.

La sentenza rivoluziona i precedenti consolidati filoni giurisprudenziali (anche a livello di Sezioni Unite della Cassazione) in base ai quali la responsabilità del medico ospedaliero era stata ritenuta sempre di “natura contrattuale” 2 (inadempimento nell’ambito del cosiddetto “contratto di assistenza sanitaria”) con la conseguente applicazione dei principi propri di tale tipo di responsabilità e quindi i) prescrizione decennale e ii) onere della prova della correttezza dell’assistenza sanitaria prestata in capo al medico (preteso debitore).

Si dovranno ora attendere le future pronunce sul tema degli altri collegi giudicanti (Cassazione compresa), in modo da verificare i reali e concreti effetti innovativi derivanti dalla decisione giurisprudenziale ora commentata.

Va per completezza ricordato che nell’ambito della sentenza che qui ci occupa è stata ribadita la responsabilità del medico di “tipo contrattuale” nel caso di esistenza di uno specifico contratto d’opera professionale stipulato tra il medico ed il paziente “anche se nell’ambito della cosiddetta attività libero-professionale svolta dal medico dipendente pubblico”.

Resta altresì confermato da questa recente sentenza la responsabilità di “tipo contrattuale” in capo alla struttura sanitaria (pubblica o privata) interessata dal caso di specie.

 

Fonte P.Donzelli ONEGLOBAL – Divisione Sanitaria

 

1. Art. 2043 c.c. - Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

2. Art. 1218 c.c. – Responsabilità del debitore - Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

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