Patto per la salute e stabilizzazione precari: tutto fermo

Redazione DottNet | 31/10/2014 18:30

Il Patto per la Salute inizia a risentire della crisi tra Governo e Regioni per i tagli richiesti nella Legge di Stabilità. Ieri scadeva il termine su alcune misure, di cui, però non c'è traccia: l'emanazione delle linee guida sulla mobilità sanitaria transfrontaliera, gli ulteriori criteri delle quote premiali tra le Regioni, gli indirizzi sulla continuità assistenziale ospedale-territorio, senza dimenticare come doveva essere presentato il ddl delega sulla valorizzazione del personale Ssn elaborato dalla Cabina di regia apposita, nata lo scorso 22 ottobre.

Dopo una partenza a razzo, con l'intesa in estate sul regolamento per gli standard qualitativi e quantitativi ospedalieri, il Patto dunque inizia ad accumulare ritardi. E se a questo poi si somma l'atteso Dpcm per la stabilizzazione dei 35000 precari della sanità (previsto anch'esso dal Patto) il quadro sembra essere sempre più stagnante. Ma andiamo per ordine. Entro ieri un'intesa Stato-Regioni avrebbe dovuto approvare le linee guida sull'assistenza sanitaria transfrontaliera "per garantire l'omogenea applicazione in tutte le Regioni delle norme vigenti adottando una modalità di progressiva implementazione delle stesse allo scopo di fornire le istruzioni più urgenti in fase di prima applicazione in particolare per l'autorizzazione e il rimborso e le procedure amministrative per l'assistenza sanitaria transfrontaliera e il riconoscimento delle ricette mediche in un altro Stato membro".

 

Sia chiaro, ciò non vanifica la possibilità di richiedere cure fuori dall'Italia, tuttavia manca ancora una misura specifica di standard tra le Regioni. In seconda battuta doveva essere adottato un decreto con ulteriori criteri per le quote premiali delle Regioni (anche per premiare anche quelle che mostrano trend di miglioramento nei conti e nell'erogazione Lea). Inoltre, sempre entro venerdì doveva essere stipulata un'intesa sugli indirizzi per la piena realizzazione della continuità assistenziale ospedale-territorio. Manca poi all'appello il ddl delega su valorizzazione personale Ssn che doveva essere elaborato dalla Cabina di regia ad hoc, nata lo scorso 22 ottobre. Ritardi, dunque che si sommano anche all'atteso e mai arrivato Dpcm sulla stabilizzazione dei precari (35000) del comparto e, fuori dal Patto, la legge sulla responsabilità professionale sanitaria (ferma in Parlamento).

 

E, infine, ci sono le prossime tappe: entro novembre dovranno essere presentati i nuovi ticket ed entro l'anno i nuovi Lea. "I ritardi sono preoccupanti se pensiamo che dal Patto per la Salute devono arrivare quei risparmi da reinvestire per garantire migliori cure e assistenza", sottolinea il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza (nella foto) che rimarca poi come sia "veramente grave che, di fatto, i medici e gli operatori precari della sanità siano stati abbandonati dal Governo".

 

 

Fonte: ansa

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