La gestione per frenare il diffondersi dell’Ebola

Alida Molina | 03/11/2014 16:03

Un controllo attivo dello stato di salute di tutti i viaggiatori che arrivano da un viaggio dalla Guinea, Liberia e la Sierra Leone che stanno comunque combattendo una guerra contro l’Ebola senza precedenti.

Ovunque si dovranno monitorare attivamente i viaggiatori in arrivo dai paesi affetti da Ebola. Questi viaggiatori saranno invitati a registrare la loro temperatura almeno 2 volte al giorno. Se un viaggiatore sviluppasse i sintomi, o ci fosse una variazione della valutazione medica iniziale, al viaggiatore dovrà essere chiesto di rimanere a casa per il resto dei 21 giorni con un attento monitoraggio.

Per un monitoraggio migliorato in futuro e se la situazione peggiora i viaggiatori dovrebbero essere confinati in un edificio e le loro famiglie impossibilitati a vederli per 21 giorni. Esistono diversi tipi di contatti. Contatti a basso rischio casuali; persone che hanno condiviso spazi confinati persone che hanno viaggiato con lo stesso mezzo di trasporto di un caso probabile, senza contatto diretto con sangue o materiali biologici come appunto dovrebbe appartenere al personale sanitario che ha gestito un caso o manipolato campioni biologici adeguatamente protetto.

Distribuire comunque le schede di sorveglianza sanitaria e la comunicazione della temperatura se supera i 38°C. I contatti a rischio intermedio sono quelli che hanno assistito un caso probabile, lo hanno toccato o hanno manipolato campioni biologici senza le dovute protezioni. In questo caso sorveglianza e quarantena.

Automisurazione della febbre. Tutto ciò mira ad identificare precocemente i sintomi compatibili con MVE. Inoltre si devono fornire adeguate informazioni mettendo in evidenza la necessità di evitare farmaci che possano mascherare l’insorgenza di febbre. Quarantena domiciliare.

Contatti a rischio elevato sono quelli che hanno avuto una esposizione della cute e mucose anche integre a materiali biologici senza adeguate protezioni. In questo caso quarantena in regime di ricovero ospedaliero interrotta dopo 21 giorni.

Purtroppo il vaccino non sarà disponibile prima del 2016. La trasmissione per via aerea non è stata documentata. La criticità dei nostri porti e aeroporti  riguarda la disponibilità di spazi per l’isolamento dei casi sospetti.

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