Nasce il gruppo Biosimilari: riunisce le aziende di settore

Redazione DottNet | 04/11/2014 21:12

Da martedì 4 novembre è attivo in Italia il Gruppo Italiano Biosimilari (Ibg), sulla scia di quello europeo, che riunisce tutte le aziende del settore. Lo ha annunciato il vicepresidente di Assogenerici Francesco Colantuoni al termine della presentazione del rapporto 'Factors Supporting a Sustainable European Biosimilar Medicines Market'.

''Nei prossimi anni - ha spiegato Colantuoni - i farmaci biologici impegneranno circa un terzo della spesa ospedaliera, 1,5 miliardi di euro. Dovremmo focalizzare la nostra attenzione non più sull'equivalenza tra biologici e biosimilari, ma sull'avere pazienti con diritti equivalenti, dando a tutti le stesse possibilità di accesso alle terapie''.

Più che attraverso politiche che costringono all'adozione dei biosimilari, è emerso dal convegno, è necessario che prescrittori, aziende, pazienti e istituzioni collaborino. ''La collaborazione degli stakeholders è fondamentale - ha affermato Adrian Van den Hoven, direttore generale della European Generic Medicine Association (Ega) -. Nei prossimi anni 12 farmaci biologici perderanno il brevetto, con un volume affari di 10 miliardi di euro solo in Europa. Mi congratulo con il documento informativo e di consenso messo a punto dalla Commissione Europea, ma bisogna lavorare perchè il contenuto sia conosciuto da coloro che lavorano con i biosimilari''.

I farmaci biosimilari potrebbero garantire un maggiore accesso alle terapie innovative da parte dei pazienti 'preservando' allo stesso tempo i bilanci del Ssn, ma il loro uso deve essere aumentato attraverso una serie di 'buone pratiche' necessarie' si legge nel rapporto 'Factors Supporting a Sustainable European Biosimilar Medicines Market' commissionato all'istituto tedesco Gfk dall'European Generic Medicines Association
 

Il rapporto è stato realizzato con interviste condotte in 7 paesi, fra cui l'Italia, raccogliendo il contributo di 71 tra responsabili di politiche sanitarie, medici, farmacisti, pazienti e industria, e tra le altre cose dimostra che almeno per alcuni farmaci molto costosi il risparmio possibile è di circa il 25%. ''Il rapporto - spiega il presidente di Assogenerici Enrique Hausermann - conferma che i farmaci biosimilari consentiranno ai pazienti europei un migliore accesso ai prodotti biologici ritenuti essenziali per molte terapie, offrendo nel contempo risparmi a lungo termine''.

Le indicazioni del rapporto sono state riassunte in quattro punti principali. Secondo il documento la politica nazionale per i farmaci biosimilari dovrebbe informare in modo imparziale tutti i soggetti interessati, promuovere la concorrenza nel mercato incentivando un adeguato uso precoce dei biosimilari, raccogliere e pubblicare dati clinici per rafforzare la fiducia verso questi farmaci e realizzare procedure d'acquisto trasparenti e condivise che non ritardino la disponibilità''

 

fonte: Gsk

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