Troppi medici con la tessera di partito. Cantone: cresce la corruzione

Redazione DottNet | 04/11/2014 21:04

Troppi primari, medici e direttori di Asl hanno la tessera di partiuto. E ciò favorisce la corruzione. Le parole del presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione (Anac) Raffaele Cantone sono una sferzata che colpisce soprattutto il mondo della sanità, investito più che mai dal morbo della corruzione.

In sanità ci tutti i germi tipici per favorire la corruzione: molto denaro pubblico, molti appalti e soprattutto ci sono molte stazioni appaltanti. E poi c'è la questione dell'enorme presenza della politica in sanità che la favorisce". È quanto ha affermato Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione (Anac) durante il convegno Corruption in sanità e sostenibilità del sistema", organizzato dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems).

 

"Rispetto al passato - ha precisato Cantone - si sono fatti passi avanti ma sono davvero pochi se i primari e i Dg hanno ancora le tessere di partito. In Italia c'è un ampliamento della corruzione che rispetto ad altri paesi è dovuto proprio alla presenza della politica nella sanità". Tra le ricette per combattere la corruzione, per Cantone, occorre puntare su "prevenzione, repressione e per terzo occorre compiere un salto di qualità culturale" anche perché i "corrotti e i corruttori non vengono considerati dei veri delinquenti, un po' come gli evasori fiscali, questa purtroppo è la cultura del nostro Paese". Per la sanità Cantone ha ribadito come ci vorrebbe "trasparenza sulle liste d'attesa, trasparenza della qualità (ma non fatta con dati illeggibili per i cittadini) e poi un intervento sui prezzi, come l'individuazione dei costi standard e la centralizzazione degli acquisti, anche se per quest'ultime non ho entusiasmo perché nel lungo periodo possono diventare strumento di monopolio anche se nel breve possono aiutare". Infine Cantone ha specificato che "il Piano nazionale anticorruzione non è fatto molto bene, è stato fatto di fretta perché ce n'era bisogno in quel momento, tuttavia sappiamo che i commissari anti corruzione vengono scelti non come le persone più giuste, ma spesso sono i più sfigati, quelli ai quali non si sapeva cosa dare".

 

 

"In Italia la corruzione ha raggiunto proporzioni preoccupanti", incalza il direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) Francesco Bevere. "Sono del parere - ha specificato - che la principale causa dei fenomeni di corruzione in sanità risieda proprio nel cattivo funzionamento e nella mancanza di trasparenza della macchina amministrativa". E per questo secondo il Dg Agenas "è assolutamente necessario realizzare in sanità un sistema di regole e comportamenti rivolti alla riduzione dei rischi connessi alla cattiva gestione, all'improvvisazione amministrativa, alla negligenza e per farlo servono sempre più persone con competenze professionali specifiche". "La sfida del futuro in sanità - ha concluso - sarà quella di saper coniugare efficienza e razionalità, oculatezza ed incisività, trasparenza e legalità, autenticità e meritocrazia, ma soprattutto, di saper legare le attività di ogni operatore sanitario ai bisogni delle singole persone, al servizio della collettività".

 

 

Fonte: ansa

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