L'emendamento di Mandelli e Lettieri per aggirare l'incompatibilità

Redazione DottNet | 05/11/2014 14:23

Con un emendamento costruito su misura per il loro “caso” Andrea Mandelli (Fi) e Luigi d"Ambrosio Lettieri (Fi) - nella foto -, rispettivamente presidente e vice presidente della Fofi, hanno aggirato la delibera 145 dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, che aveva sancito il divieto di assegnare ruoli dirigenziali negli Ordini e Collegi professionali per chi già ricopre o ha ricoperto altre cariche amministrative o politiche.

Non c'è voluto molto a Mandelli e D'Ambrosio Lettieri ad aggirare la delibera dell'Anticorruzione. In poche righe presidente e vice presidente della Fofi (con l'appoggio del presidente della Fnomceo Amedeo Bianco) hanno rivoltato la norma di Cantone con questo passaggio: “Ordini e collegi professionali e le loro federazioni nazionali sono a tutti gli effetti "enti pubblici non economici a carattere associativo visto che "sono finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, determinano la propria organizzazione con appositi regolamenti, agli stessi non si applicano le restrizioni in materia di rapporti di lavoro e sono soggetti esclusivamente alla vigilanza del Ministro competente". In calce la firma di Andrea Mandelli e Luigi D'Ambrosio Lettieri, rispettivamente presidente e vice presidente Fofi oltreché senatori di Forza Italia.

 

Emendamento che potrebbe fornire argomenti indispensabili in risposta alla delibera 145 dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. La delibera, come noto, sanciva il divieto di assegnare ruoli dirigenziali negli Ordini e Collegi professionali per chi già ricopre o ha ricoperto altre cariche amministrative o politiche. È il caso del presidente degli Ordini dei medici Amedeo Bianco (Pd), della presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro (Pd), e anche degli autori dell'emendamento Andrea Mandelli (Fi) e Luigi d"Ambrosio Lettieri (Fi) che siedono tutti in Parlamento. Una doccia fredda che sembrava non lasciare spazio ad alternative in attesa dei trenta giorni nei quali l'Autorità deve vigilare sul rispetto dell'obbligo, da parte di Ordini e Collegi, di predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale della trasparenza, di adottare il codice di comportamento del dipendente pubblico e di nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione. Ora arriva l'emendamento che riafferma il carattere associativo di Ordini e Collegi professionali e sembra rimettere in discussione l'incompatibilità affermata dalla delibera Anac.