Farmacisti contro il fumo: si parte in Lombardia

Redazione DottNet | 05/11/2014 21:01

In farmacia per smettere di fumare. L'iniziativa parte in sei farmacie milanesi, ma potrebbe presto estendersi anche ad altre regioni.

I farmacisti antifumo sono pronti a scendere in campo. Si comincia a Milano, in sei strutture, ma già si parla di altri farmacisti pronti a aderire alla campagna. E presto l'iniziativa potrebbe superare i confini della Lombardia. Finora sono stati oltre 300 i fumatori che in quattro anni si sono rivolti agli sportelli di assistenza, una decina i professionisti istruiti ad hoc dall’Istituto nazionale tumori, due gli psicologi che, gratis, fanno al momento counselling nelle farmacie comunali aderenti. Ora, la sfida sono le farmacie private. L’idea, spiega la psicologa Elena Munarini dell’Int, è «fornire ai fumatori sul territorio un’alternativa a quello che si trova in Internet o alle terapie para-scientifiche» che proliferano sotto la Madonnina (vedi le pagine di Uso e Consumo del 5 novembre).

«Assieme a Federfarma abbiamo organizzato nei mesi scorsi incontri di formazione antifumo rivolti a tutti i farmacisti milanesi, presso la sede dell’Ordine dei farmacisti». Per i privati la fase due inizierà in primavera: prima le adesioni, poi la formazione e infine l’apertura di (molti, si spera) nuovi sportelli. Come funzionano? Il tabagista tentato dalla voglia di liberarsi dal vizio si reca nella farmacia sotto casa, dove può sottoporsi ad alcuni test per misurare la propria dipendenza. «Il primo passo è quello di soffiare dentro una macchinetta che misura il monossido di carbonio presente nell’aria espirata, per stabilire quante sigarette aspira realmente il fumatore. L’identikit viene completato con dei questionari» spiega Moranini.

Ne esce una vera e propria cartella clinica del tabagista, in base a cui quest’ultimo imposta assieme al farmacista il percorso di cura. Milano è la prima città ad aver offerto questo servizio, nel 2010, su spinta del Comune. «L’iniziativa ha riscosso molto interesse - spiega Roberto Boffi, responsabile del Centro danni da fumo dell’Int – per questo l’Istituto nazionale dei tumori assieme all’Università di Farmacia e a Federfarma si sta attivando per fornire ai farmacisti la formazione necessaria alla creazione di altri servizi di questo tipo».


 

Fonte: federfarma, corriere

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