Assotutela, ai farmacisti i pazienti dismessi

Redazione DottNet | 10/11/2014 18:31

"Sappiamo bene qual è a oggi il gap tra offerta ospedaliera e continuità assistenziale post ricovero e in genere post acuzie per cui, per colmare il tassello mancante è necessario guardare al territorio. La nostra proposta verte sulla possibilità di guardare oltre che i medici di famiglia anche alle farmacie come componente fondamentale della rete di assistenza".

Lo afferma, in una nota, il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. "A oggi il territorio - aggiunge - rappresenta una componente fondamentale della rete di assistenza dove il farmacista svolge già un ruolo importante che potrebbe essere anche di aiuto nella riduzione degli accessi impropri ai Pronto soccorso ma potrebbe essere anche in grado di accogliere i pazienti in dimissione dall'ospedale. Chi si rivolge al Pronto soccorso spesso lo fa autonomamente e quasi mai sollecitato dal medico di medicina generale o dai servizi territoriali per cui in questo contesto le farmacie potrebbero fornire un contributo aggiuntivo per indirizzare correttamente i pazienti su alcune attitudini sanitarie e di prevenzione oltre che attraverso la misurazione di alcuni parametri semplici come peso e pressione". "Proponiamo quindi al governatore Zingaretti - conclude - di attivare gli uffici per studiare una sorta di convenzione con le farmacie per i servizi di ausilio al territorio cosicché in attesa che il programma di riorganizzazione entri a regime si riesca a dare alcune piccole risposte anche a stretto giro di posta".

 

fonte: assotutela

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