Dentista condannato per ritardo di diagnosi: dovrà risarcire il danno

Redazione DottNet | 16/11/2014 19:00

Tre interventi a un dente con devitalizzazione e ricostruzione, di cui uno urgente, non sono sufficienti a debellare dolori fortissimi, febbre alta e gonfiori. Alla fine il paziente, con l'accusa di ritardo di diagnosi porta il dentista davanti al Tribunale di Larino (Campobasso) che condanna il medico a risarcire il danno.

Il giovane paziente aveva trascurato gli studi universitari a causa delle conseguenze, anche estetiche, del problema. Attraverso l'avvocato Vincenzo Iacovino di Campobasso ha chiesto il risarcimento danni al professionista. Il Tribunale ha condannato il dentista a risarcire le spese mediche per la cura dello stato infiammatorio, il danno da inabilità temporanea parziale, per 700 euro, il danno biologico permanente nella misura di 8.000 euro e i danni morali ed esistenziali, compresa l'incidenza negativa dello stato patologico sul rendimento universitario, circa 6.000 euro, oltre le spese legali.

 

"Il medico chirurgo nell'adempimento delle sue obbligazioni contrattuali inerenti l'attività professionale è tenuto a una diligenza che non è solo quella del buon padre di famiglia - spiega l'avvocato Iacovino - ma anche e soprattutto quella specifica del debitore qualificato, con conseguente rispetto di tutte le regole e gli accorgimenti che nel loro insieme costituiscono la conoscenza della professione medica. Su tali presupposti il dentista è stato ritenuto responsabile per il ritardo diagnostico nel processo infettivo del paziente ed è stato condannato al risarcimento dei danni tutti subiti dallo studente".

 

Fonte: ansa

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