Il biotech è in costante crescita

Redazione DottNet | 17/11/2014 18:39

Il biotech è un settore dinamico, altamente tecnologico e competitivo, con 176 imprese sul territorio, investimenti in R&S di oltre un miliardo e quasi 5.000 addetti alla ricerca. Così Eugenio Aringhieri, presidente Gruppo Biotecnologie Farmindustria, ha sottolineato l'importanza per il nostro Paese delle biotecnologie in occasione di un convegno all'Università di Trieste.

Sia per le nuove possibilità di cura che offre, sia come leva strategica sul piano industriale: "Oggi il nuovo paesaggio industriale globale - ha detto Aringhieri - ci ha convinto che è difficile combattere in settori dove la leadership di costo rappresenta l'unico elemento, per contro ci ha insegnato che esiste un vantaggio competitivo in settori dove il saper fare diventa un elemento importante: e la ricerca in generale e la biotecnologia in particolare può rappresentare un'opportunità.

 

Per almeno tre motivi: perché in Italia esistono 176 imprese biotecnologiche che continuano a investire in modo crescente in ricerca, quindi il tessuto industriale c'è. Perché esiste una comunità scientifica di altissimo livello ed esiste un ecosistema che in qualche modo per la prima volta ha messo la ricerca come strumento strategico. Il nuovo Governo, il premier e il ministro della Salute spesso hanno sottolineato e identificato la ricerca come valore e quale strumento strategico e nella legge di Stabilità abbiamo trovato almeno due elementi, il credito d'imposta e il patent box, che sono due segnali piccoli ma dal mio punto di vista molto incoraggianti".

 

"L'industria farmaceutica - ha aggiunto - ha di per sé alcuni numeri che possono rappresentare un driver di crescita del Paese: per quanto riguarda l'export, dal 2010 a oggi abbiamo una crescita del 38% e il settore farmaceutico è quello che esporta di più, noi cresciamo praticamente dell'1% quando in Italia l'export cala. E se in tutti i paesi dell'Europa il farmaceutico è un driver - ha concluso Aringhieri - in Italia lo è ancora di più, effettivamente quindi può rappresentare la bandiera del made in Italy".

 

 

Fonte: farmindustria