Pediatri, troppi farmaci off label prescritti ai bambini

Redazione DottNet | 18/11/2014 14:06

Delle centinaia di migliaia di ricette che ogni anno vengono prescritte ai bambini, la maggior parte riguarda farmaci mai studiati o sperimentati su di loro. E' l'allarme lanciato da Francesco Chiarelli, presidente della Società italiana di ricerca pediatrica (Sirp), in vista del congresso nazionale in programma a Chieti dal 20 al 22 novembre.

«La maggior parte dei farmaci attualmente sul mercato» spiega «è priva dell'autorizzazione per l'uso specifico nei bambini e viene somministrata “off label”. Non va bene, perché è vero che i giovanissimi si ammalano non solo delle patologie tipiche dell’infanzia ma anche di quelle degli adulti, però la somministrazione in piccoli e grandi comporta forti differenze per peculiarità farmacocinetiche e farmacodinamiche».
In assenza di studi clinici sulla popolazione, continua Chiarelli, è dunque difficile capire quali siano la dose corretta, il profilo di sicurezza e le cautele per limitare effetti collaterali. «Nei neonati, specialmente prematuri» ricorda il presidente della Sirp «il fegato ha una scarsa capacità di eliminare i farmaci, e la funzione renale è ancora immatura. Al contrario, i bambini in età prescolare possono avere un'aumentata capacità metabolica e richiedono, quindi, dosi più alte».

Servirebbero massicce campagne di trial, ma in Italia e nel resto del mondo la ricerca pediatrica è poco praticata: nel nono Rapporto nazionale dell'Aifa (relativo al periodo 2004-2009), solo il 9,8% delle sperimentazioni cliniche autorizzate nel nostro Paese comprendeva soggetti fra 13 e 18 anni, mentre l'8,9% arruolava pazienti fino a 12 anni.
«Nonostante tutto, però» prosegue Chiarelli «in molti settori della pediatria la ricerca scientifica ha fatto enormi progressi. Per esempio, i bambini diabetici possono essere trattati molto meglio rispetto a 10 anni fa e in reumatologia pediatrica molti bimbi rispondono agli anticorpi monoclonali».

 

fonte: sirp, federfarma