Ricette in farmacia: istruzioni per farmacisti e medici

Medicina Generale | Redazione DottNet | 20/11/2014 11:42

La pratica di recapitare le ricette del medico direttamente in farmacia va limitata “a quei casi, del tutto eccezionali, nei quali il paziente è obiettivamente impossibilitato a recarsi di persona in ambulatorio”.

Federfarma nell'accogliere il recente intervento del Garante per la privacy sul trattamento delle ricette negli studi medici e nelle farmacie, lancia la sua interpretazione che va estesa anche ai medici di famiglia. In un comunicato diffuso venerdì scorso, l’Authority aveva raccomandato ai medici l’adozione di alcune semplici cautele: se le ricette vengono lasciate in sala d’attesa in un contenitore accessibile, meglio infilarle prima in una busta protetta recante sul frontespizio il nome del paziente, in modo da evitare che occhi indiscreti leggano il contenuto; se invece l’assistito chiede che la ricetta venga recapitata in farmacia, è indispensabile non solo la busta, ma anche che chi la preleva sia fornito di delega scritta dell’interessato.
 

In una circolare diramata nei giorni scorsi, Federfarma ha tuttavia ritenuto opportuno integrare le disposizioni dell’Authority con una serie di indicazioni tratte dalle normi vigenti e dalla deontologia professionale, che ovviamente esula dai riferimenti del Garante. I titolari non devono infatti dimenticare l’articolo 15 del Codice deontologico, dove si stabilisce che “il farmacista non deve promuovere, organizzare o aderire a iniziative di accaparramento di prescrizioni mediche comunque e dovunque poste in essere”. Per accaparramento di ricette, in particolare, si intende ogni iniziativa diretta a convogliare le prescrizioni in una determinata farmacia senza preventiva ed esplicita autorizzazione dell’interessato. Anche perché all’articolo15 della legge 475/1968 viene sancito il diritto del cittadino alla libera scelta della farmacia alla quale rivolgersi

 

Per tale motivo, le indicazioni del Garante non autorizzano il medico a decidere di propria volontà se e a quale farmacia recapitare le ricette di un paziente. Spetta soltanto a quest’ultimo scegliere se avvalersi di tale opzione, nel qual caso deve delegare per iscritto un incaricato (che può anche essere il collaboratore della farmacia). A tale persona il medico deve consegnare le ricette in busta chiusa e in questa busta devono rimanere fino a quando il paziente la ritira, anche in farmacia

 

 

fonte: Federfarma

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