Meglio il latte in polvere di quello materno: 12 pediatri arrestati

Redazione DottNet | 21/11/2014 20:18

Centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare regali - smartphone, computer, condizionatori, tv - e viaggi in rinomate mete turistiche - Sharm el Sheik, India, Usa, Parigi, Londra, Istanbul e crociere nel Mediterraneo e Nord Europa - a pediatri che dovevano 'sponsorizzare' il consumo di latte in polvere di alcune case farmaceutiche.

E' quanto ricostruito in un'inchiesta dei Nas di Livorno. Dodici medici toscani, un manager lombardo e cinque informatori scientifici sono finiti ai domiciliari. L'indagine è scattata nel giugno dell'anno scorso, in seguito a una segnalazione anonima, e ha travolto specialisti della provincia di Pisa, della Versilia e di Massa (due di loro sono primari ospedalieri a La Spezia ed Empoli). In manette anche cinque informatori scientifici (quattro toscani e un marchigiani) e un dirigente lombardo della Dfm, azienda coinvolta nell'inchiesta insieme alla Mellin e, per un unico caso, alla Humana Italia.

 

Secondo il pm pisano Giovanni Porpora, che ha coordinato le indagini, quello dei benefit "quale contropartita delle prescrizioni" è un sistema "tristemente e pericolosamente diffuso a livello nazionale e coinvolge, di fatto, l'intero panorama delle case farmaceutiche, presentandosi quali prassi ormai collaudata". L'affermazione è contenuta nella richiesta di arresto accolta dal gip Guido Bufardeci: "I medici - è scritto ancora - assumono l'impegno di prescrivere nei propri ambulatori, laddove si tratta di primari ospedalieri, mediante inserimento massiccio nei cosiddetti turni attraverso i quali vengono proposti alle mamme che partoriscono, presso i reparti, le marche dei prodotti da utilizzare, incentivandone in tal modo la diffusione e le vendite".

 

Per il magistrato, "si assiste a un vero e proprio assoldamento dei medici, i quali finiscono per 'vendersi' o meglio 'svendersi' alle case farmaceutiche pur di lucrare benefici economici che possono variare da viaggi per loro e per i propri familiari in mete di piacere attraverso simulate partecipazioni congressuali". L'esito dell'indagine ha indignato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: "Mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l'etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del ministero della Salute per convincere le mamme a usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno. Il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati. Non bastano gli aggettivi per descrivere la gravità di queste azioni".

 

Auspica provvedimenti di Asl e ordini professionali anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi, secondo il quale le condotte dei medici sono "inaccettabili" e "denunciano un costume civile e morale che deve essere censurato, contrastato e cambiato". Dalle intercettazioni telefoniche emerge il quadro delle accuse: "Lei dottore più ci soddisfa, noi più la soddisfiamo" spiega a un medico il responsabile nazionale dei coordinatori scientifici della Dmf, Vincenzo Ruotolo. Che poi, riferendo il contenuto di un'altra conversazione, racconta di aver detto all'interlocutore: "Caro professore, noi cerchiamo collaborazione, noi donazioni non ne facciamo. Quindi, se lei vuole l'aiuto sul suo congresso, lei deve darci l'aiuto, deve essere concreto, l'aiuto a chiacchiere, caro professore, non ne abbiamo bisogno".

 

 

 

 

 

Il latte materno e' un alimento prezioso e insostituibile per l'alimentazione dei neonati. Li protegge dalle infezioni, rinforza il sistema immunitario, riduce il rischio di sviluppino alcune malattie come il diabete o le allergie, ne favorisce la crescita e rafforza il loro legame con la mamma. A ricordarlo sono i pediatri italiani, nel giorno in cui in Toscana 12 loro colleghi sono stati raggiunti da ordinanza cautelare ai domiciliari con l'accusa di corruzione, perché avrebbero favorito l'utilizzo di latte artificiale. ''Il latte materno è l'alimento ideale per il lattante perché perfettamente bilanciato e in grado di fornire tutti gli elementi nutritivi nelle giuste proporzioni. Inoltre l'allattamento al seno favorisce lo sviluppo delle interazioni positive tra mamma e bambino, che oggi sappiamo essere alla base dello sviluppo relazionale ed emotivo - spiega Giampietro Chiamenti, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp)-. Da sempre siamo impegnati a promuoverlo come prima pratica da seguire per la nutrizione del bambino fin dai primi giorni di vita".

 

Anche Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) evidenzia che "non c'è un alimento paragonabile per qualità biologica e clinica", sottolineando che il suo utilizzo va promosso dai pediatri quando la mamma e' ancora in gravidanza, per poi proseguire nel momento in cui il piccolo nasce e fino a tutto il primo anno di vita. Come Sip, spiega Corsello, ''ne promuoviamo l'utilizzo esclusivo nel primo semestre di vita, secondo quanto suggerito anche dall'Organizzazione mondiale della Sanità, mentre nel secondo semestre ne suggeriamo un utilizzo integrato con altri alimenti introdotti man mano con il divezzamento, come vegetali, fibre, carne e cereali, che danno un apporto nel complesso equilibrato. Abbiamo ormai percentuali di allattamento al seno molto alte nei primi mesi di vita, che si aggirano tra il 70 e l'80 per cento e sono frutto di una maggiore consapevolezza dei genitori - prosegue - questi dati mettono l'Italia in linea con gli altri Paesi, tuttavia dal terzo mese le percentuali calano, attestandosi intorno al 50% o ancora al di sotto, in particolare nelle regioni del Centro e del Sud, spesso per motivi legati al lavoro e alla mancanza di servizi dedicati alle neomamme".

 

Quella di sostituire il latte materno, quando c'è, con qualsiasi altro alimento, conclude, "non e' una scelta eticamente sostenibile e perseguibile e nessun medico può consigliarla". Eppure, solo un paese del mondo su cinque rispetta il codice dell'Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms) sui sostituti del latte materno, che prevede ad esempio il divieto di promuoverli con spot e regali alle neomamme. Lo afferma un rapporto del 2013 reso noto dall'agenzia Onu per la salute. Il codice, varato nel 1981, chiede anche ai produttori di indicare chiaramente sulle etichette la superiorita' dell'allattamento al seno, vieta qualsiasi donazione al personale sanitario per promuovere l'uso del latte artificiale e chiede ai governi di vigilare sulla applicazione delle norme. L'Italia si colloca in una posizione abbastanza buona, con solo l'ultimo punto del codice che risulta non applicato. Uno degli obiettivi dell'Oms e' portare entro il 2025 al 50% la percentuale di mamme che allattano al seno nei primi sei mesi di vita del bambino, ora ferma al 38%; una mossa che, rilevano gli esperti, potrebbe salvare 220mila bambini l'anno.

 

 

Fonte: ansa