Meeting Nephrocare a Napoli sulla nutrizione dei dializzati

Redazione DottNet | 23/11/2014 11:48

La Nephrocare attiva in Campania con 22 centri dialisi per la cura dei pazienti con malattia renale cronica,ha festeggiato domenica nella Stazione Marittima il suo diciottesimo meeting. Anche quest'anno è stato un appuntamento monotematico, interamente incentrato sulla nutrizione,sull'esigenza proteico-energetica dei pazienti nefropatici, sulla gestione del rischio cardiovascolare attraverso l'alimentazione tenendo presente il ruolo da protagonista del paziente.

Scelta particolarmente felice quella effettuata da Attilio Di Benedetto, responsabile medico della Nephrocare, che quest'anno ha deciso di concentrare l'attenzione di nefrologi, infermieri, psicologi e pazienti sull'alimentazione che ha un'importanza determinante su chi è costretto a sottoporsi a trattamento dialitico per tre giorni a settimana. “Gli studi continui che effettuiamo sulle persone in cura nelle nostre strutture ci hanno consentito di valutare con la dovuta attenzione i problemi alimentari di chi è vittima di malattia renale cronica. I loro reni purtroppo non funzionano, ma quegli organi sono deputati all'omeostasi, ossia a stabilire un equilibrio tra l'alimentazione (cibo e liquidi) che introducono nel loro organismo e quello che il loro corpo espelle. Ci siamo resi conto da anni che per l'organismo di un nostro assistito ogni seduta rappresenta «lavoro», ossia un consumo di energia maggiore rispetto a quello di un individuo sano. Accertata la realtà di questa situazione - chiarisce il nefrologo Attilio Di Benedetto, responsabile sanitario della Nephrocare – abbiamo riscontrato che un paziente «robusto» vive più a lungo di un paziente «magro». Questo si spiega perché il suo organismo allo stress, al lavoro cui viene sottoposto a ogni seduta di dialisi, reagisce meglio dell'uomo o della donna più magri perché il suo organismo preleva preziose riserve vitali dai depositi adiposi e muscolari”.

Dal punto di vista scientifico il meeting di domenica si è aperto con una tavola rotonda: "La Nutrizione...un'esigenza", moderata dal prof. Antonio Santoro, presidente della Sin, e dal prof.Bernard Canaud, chairman dell'Emeala Medical Board, nell'ambito della quale hanno discusso  il prof. Adamasco Cupisti , il prof. Giuliano Brunori e il prof. Fiaccadori. Ha chiuso  la tavola rotonda il dott. Stefano Stuard, che ha presentato la valutazione dello stato nutrizionale in Nephrocare Emeala.

Nel corso della mattinata si è svolta una seconda tavola rotonda che ha visto la partecipazione di dietiste, infermiere e pazienti perché l'educazione alimentare in genere dovrebbe essere avviata nelle scuole. “Stiamo imitando gli Stati Uniti con la loro popolazione di obesi, basta vedere quante friggitorie di patatine fritte si inaugurano in città”, nota con disappunto il nefrologo Di Benedetto. La seconda tavola rotonda "la Nutrizione...gli attori", è stata moderata dal prof. Antonio Santoro, e da Valentina Paris, presidente dell'Aned nell'ambito della quale hanno discusso Annalaura Fantuzzi dell'Andid, Marisa Pegoraro, presidente della filiale italiana dell'Edtna-Erca e Valentina Paris.

Presente ai lavori anche il dottore Fabrizio Cerino, general manager della Nephrocare, che da perfetto padrone di casa durante l’appuntamento mattutino è stato protagonista dei lavori pomeridiani che hanno impegnato solo il personale della multinazionale. “In Campania sono circa 4.800 i pazienti in dialisi. La Nephrocare con inaugurazioni e accorpamenti di strutture già esistenti attualmente ha in Campania 22 centri nei quali - spiega l'amministratore delegato Fabrizio Cerino - viene assistito il 32-33 per cento dei pazienti costretti alla dialisi. Il meeting del pomeriggio sarà «aziendale» per mettere a fuoco gli obiettivi del futuro in una Regione che dalla maglia nera nei pagamenti che registravano ritardi di 600 giorni è riuscita a organizzarsi meglio saldando i conti della dialisi tra i 120 ed i 140 giorni”.

 

fonte: albatros

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