Per la prima volta cala la spesa sanitaria in Italia

Redazione DottNet | 24/11/2014 19:21

Nel 2013 la spesa pubblica in sanità "è diminuita per la prima volta in quasi 20 anni", sia in termini assoluti (riducendosi dell'1,2% rispetto al 2012), sia in rapporto al Pil (passando dal 7,3% al 7,2%). A confermarlo è il Rapporto Oasi 2014 di Cergas e SDA Bocconi, presentato a Milano, condotto in collaborazione con Bayer.

"Il disavanzo - spiega il rapporto - si è ridotto a circa l'1% della spesa corrente e anzi, se si contabilizzano le addizionali Irpef incassate nell'anno successivo a ripiano del deficit dell'anno precedente, si può addirittura contabilizzare un avanzo di 518 milioni nel 2012 e di 811 milioni nel 2013". Ora, però, secondo gli esperti "comincia la parte più difficile: bisogna riorganizzare i servizi allineandoli all'epidemiologia emergente". "Le aziende sanitarie - spiegano i curatori del Rapporto, Elena Cantù e Francesco Longo - hanno compiuto un piccolo miracolo: pareggio di bilancio e assenza di incremento di spesa da 5 anni con una sostanziale tenuta del sistema nonostante invecchiamento della popolazione, peggioramento epidemiologico, nuove tecnologie e incremento della povertà".

 

Il processo di miglioramento dei conti non è, però, senza costi. Il Sistema sanitario nazionale ha visto ridursi le spese per il personale di circa l'1,5% l'anno negli ultimi tre anni a causa della mancata sostituzione di chi va in pensione, del blocco degli stipendi e dell'esternalizzazione di molte attività alle cooperative sociali. In Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, soggette a Piano di Rientro, si è ridotto il personale, e più in generale il contenimento della spesa è avvenuto anche attraverso forme di razionamento come i tetti sui volumi di prestazioni erogabili dai privati accreditati. Infine, dice il Rapporto, "gli italiani hanno cominciato a trattare la propria salute come un bene di lusso. La minore spesa pubblica non è, infatti, sostituita da maggiore spesa privata, che è anzi diminuita dell'1,5% nel 2012 e del 5,3% nel 2013, nonostante il forte aumento dei ticket".

 

Fonte: sda, cergas