Pianificazione per i porti italiani

Alida Molina | 27/11/2014 10:13

Sono stati stanziati parecchi soldi in Abruzzo per il miglioramento strutturale dei porti, dragaggi per l’aumento della profondità, la gestione dei rifiuti marittimi.

Ci dovrebbe essere un adeguato controllo dato il disavanzo attraverso dei delegati per il controllo della gestione della pianificazione durante le manovre degli appalti. Azioni che servirebbero ad aumentare la potenzialità dei porti a migliorare l’efficienza dei piani regolatori anche attraverso un processo di sburocratizzazione.

Si potrebbe con minori stanziamenti economici aumentare l’efficienza dei porti, promuovendo accesso/uscita delle navi e iperattività del porto nell’arco delle 24 ore, potenziando i collegamenti ferroviari, fluviali e stradali.

C’è, fra l’altro, dato il notevole flusso di migranti il pericolo reale di epidemie in un prossimo futuro, sarebbe il caso di dotare e fornire i porti a maggiore flusso, di termometri a raggi infrarossi a distanza  per un controllo della temperatura corporea, per la sorveglianza sindromica, canali sanitari.

Ci sono maggiormente i pericoli di infezioni respiratorie virali soprattutto la nuova sars e mers e batteriche (tubercolosi), difficili da gestire. I principali focolai di scabbia e malattie da parassitosi sono stati gestiti attualmente, ma malaria e malattie sessuali tra cui l’ebola, Hiv, saranno ulteriormente difficili da gestire.

In ogni caso oltre la pianificazione, bisogna quando è interessato un sistema economico (pianificazione macroeconomica), attuare un piano di controllo reale ed efficace.