Nuovo statuto Enpam, approvate le modifiche richieste dal Ministero

Previdenza | Redazione DottNet | 30/11/2014 22:14

Il Consiglio nazionale dell’Enpam ha licenziato il testo del nuovo statuto della Fondazione, approvando le modifiche apportate sulla base delle indicazioni ricevute dai ministeri vigilanti.

I ministeri hanno confermato l'impianto complessivo dello statuto deliberato in prima battuta il 27 giugno scorso, facendo però osservazioni su punti specifici. La più rilevante riguarda il consiglio nazionale che cambierà nome diventando “assemblea nazionale”, in conseguenza del fatto che quest’organo cambierà composizione. Dell’assemblea faranno infatti parte non solo i presidenti o delegati degli Ordini provinciali ma anche rappresentanti eletti dai contribuenti e da altri designati dalle Commissioni albo odontoiatri. Un’altra novità votata oggi riguarda il Codice etico già in uso dalla Fondazione, che diventa il termine di paragone per individuare gli standard di moralità e indipendenza richiesti ai consiglieri di amministrazione.

 

Confermate le funzioni consultive dei Comitati consultivi e il limite di due mandati per gli incarichi elettivi, con un’ulteriore restrizione: nel computo entrerà anche il mandato in corso al momento dell’entrata in vigore del nuovo Statuto, se espletato per intero. Il nuovo Statuto è frutto di tre anni di lavoro della Commissione paritetica Enpam-Fnomceo, del Consiglio di amministrazione dell’Enpam, delle Consulte, del Consiglio nazionale della Fondazione e del confronto con le organizzazioni sindacali di categoria. Il testo verrà ora inviato di nuovo ai ministeri vigilanti ed entrerà in vigore dopo la loro approvazione definitiva.

 

Tra le novità di maggior rilievo presenti nel testo già approvato a giugno, c’è la riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione da 27 a 17 e l’abolizione del comitato esecutivo: misure che comporteranno risparmi per centinaia di migliaia di euro. Prevista anche l’istituzionalizzazione della componente odontoiatrica in seno agli organi della Fondazione mentre una norma finalizzata al perseguimento dell’equilibrio di genere imporrà che almeno il 20 per cento dei candidati alle varie cariche appartenga al sesso meno rappresentato.

 

fonte: enpam

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