Il Presidente del Co.S. Di Malta sulle dichiarazioni di Cricelli 2/3

Redazione DottNet | 01/12/2014 13:24

L’informatica un potente motore di evoluzione: ruolo della Simg. Continuano le riflessioni del Presidente del Co.S. Di Malta sulle dichiarazioni di Cricelli.

Cricelli -«La Simg è la società scientifica che “più di qualunque altra associazione” ha investito e promosso lo sviluppo di strumenti informatici sempre più potenti e sofisticati. Questi programmi supportano il professionista in tutte le fasi del processo di cura e nella governante. Oggi infatti siamo in presenza della quasi totale dematerializzazione della ricetta, che segue la già avvenuta informatizzazione del certificato di malattia e delle pratiche INAIL e, dalla fine di settembre, delle esenzioni».
Cricelli sostiene che la Simg è la Società che ha investito di più nella promozione di strumenti informatici. Lei cosa ne pensa?

Di Malta -«Io potrei anche essere d’accordo se limitassimo il concetto di  investimento in termini di tempo e di persone (e non di finanze) e se parlassimo solo di società scientifiche.

Poi però quando sento ammannire la ricetta dematerializzata e il certificato d’infortunio Inail e quello di malattia come un successo della Simg, mi vengono i sudori freddi. Io “pensavo” che questi tre dettagli ovvero la dematerializzata, il certificato Inail e quello Inps (fra l’altro anche abbastanza insignificanti nell’economia di un vero cambio epocale delle cure primarie) fossero una unilaterale e pesante imposizione della parte pubblica prima e dell’Inail e dell’Inps poi che hanno per questo investito (o sprecato!) forti cifre e “pensavo” che la adesione, obtorto collo, dei medici di famiglia fosse un portato della debolezza recente delle OOSS che non sono in grado di opporsi a tutte le recenti soperchierie imposte per via di legge (ci ricordiamo tutti la sofferenza che ci ha portato il certificato telematico dell’Inps e di quello dell’Inail che tanti non usano ancora).

Poi se qualcuno ha dovuto, sempre obtorto collo, sobbarcarsi un lavoro enorme ed un grande consumo di risorse (queste si finanziarie!) queste sono state le softwarehouse e non certo le società scientifiche! Anche se in passato i due soggetti si sono apparentemente sovrapposti.

Infine so, tanto per cambiare, di dire cose che non sono ancora note alla gran parte dei medici di famiglia perchè essi sono ancora nella forma mentis dell’“io speriamo che me la cavo” ovvero “che le AFT e le UCCP non diventino mai realtà”, però mi corre l’obbligo di avvisarli che stanno guardando il dito intanto che il saggio indica la luna!

Non hanno ancora capito che il problema non è scotomizzare o esorcizzare oggi le AFT/UCCP e ieri le Utap, le Case della salute, o le UMG o i nuclei di cure primarie o le Medicine di gruppo o altri “ disgraziati acronimi” più o meno graditi,ma che l’unica cosa inevitabile e indiscutibile, fatta salva l’opzione che scompaia la medicina generale, è che la figura del medico libero professionista che opera come singolo è destinata a scomparire e ad evolvere verso forme associative complesse. Il problema non è come si chiameranno le associazioni (AFT/UCCP) o Società (Coop) ma è “valutare le dimensioni minime per parlare seriamente di gruppi di acquisto ed economia di scala” che significa qualità con il risparmio (come il sapone sole!).

A seguito di questa “estinzione” del medico singolo, mai troppo agognata, gli strumenti informatici veramente necessari per “abitare” le forme associative saranno gli strumenti di interoperabilità fra cartelle cliniche informatizzate diverse in grado di rendere possibile la messa in rete dei 20 MMG dell’AFT, di gestire  estrattori multipli e progressivi, che rilevano gli indicatori per il monitoraggio della qualità dei modelli gestionali e di alimentare la cartella multidisciplinare di PDTA che relaziona in tempo reale MMG e specialisti di branca per ogni patologia cronica congiuntamente presa in carico.

Su questi strumenti non credo che nessuno abbia fatto più del Co.S attraverso le sue strutture operative, stante che è a tutti noto che abbiamo progettato e sviluppato nel 2007 l’OSM connector già da allora in grado di garantire interoperabilità estesa».

Non c’è rivoluzione senza formazione

Infine la formazione. «È assolutamente velleitario affrontare queste grandi trasformazioni– ha concluso Cricelli - senza definire un percorso di insegnamento rivolto ai medici e ai collaboratori delle cure primarie. Per questo il prossimo 5 ottobre a Firenze apre la Scuola di Alta Formazione della SIMG con l’obiettivo di addestrare nuove figure professionali. Cioè medici di medicina generale “con interessi disciplinari speciali”, in grado di coordinare al meglio le attività svolte sul territorio con quelle dell’ospedale. Una vera e propria interfaccia, una cerniera evoluta con la medicina specialistica, già presente in altri Paesi Europei ma non ancora in Italia. Il medico di famiglia non è più il ‘muro di gomma’ contro cui un tempo ‘rimbalzava’ il problema clinico del paziente, che poi veniva subito indirizzato allo specialista. Diventa invece il recettore che può affrontare direttamente ogni disturbo del cittadino. Per raggiungere questo obiettivo, ogni unità di cure primarie dovrà essere dotata di tutti gli strumenti necessari, che vanno dagli ecografi alle apparecchiature per la diagnostica di base. Ilcambiamento a cui assistiamo trova un riscontro anche nel nome della nostra associazione. Proporrò infatti all’Assemblea della Simg una nuova denominazione che potrebbe chiamarsi “Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie”».

Cricelli rilancia sulla formazione e annuncia la prossima nascita della scuola di alta formazione della Simg, valorizzando la figura del medico cerniera fra territorio e ospedale. Lei cosa ne pensa?

 

Di Malta:«La solita cosa che ne penso da 25 anni e cioè da quando ne parliamo. Il fatto è  che, se non cambiamo i binari e le filiere di scenario, inventare l’ennesimo acronimo destinato a vestire un sogno,  che lo si chiami gatekeaper o medico cerniera o medico ponte o pinco pallino, non cambierà mai nulla finchè non avverrà un “rivolgimento copernicano imprescindibile e propedeutico: ovvero che i medici di famiglia  con le coop avviino e gestiscano AFT e UCCP nelle quali l’attività degli specialisti siano gestite dai MMG e non,  come  succede in Toscana e in Emilia Romagna, che rispondano alle Asl o come sta succedendo adesso in Lombardia con i cosiddetti POT che rispondono e sono gestite addirittura da strutture pubbliche o private accreditate!

Se non  accade questo tutte le “parole“ sono nuove solo per prendere in giro i medici e i malati e mutatis mutandis, nulla cambia, e medici di famiglia e cittadini resteranno vittime di squali, incapaci e millantatori: non è mai stata libertà quella che un vincitore/dominus promette solennemente che ti “concederà”: si chiama pietas, compassione, elemosina, magari anche tolleranza  tutto quello  che volete: ma non libertà. La libertà non si riceve in concessione, si conquista!! D’altra parte la libertà comporta automaticamente la costruzione di un binomio inscindibile con la responsabilità (!!).Questa è la parte più difficile per medici di famiglia».

Cosa pensa delle affermazioni di Cricelli sulla alta scuola di formazione!

Di Malta: «Sulla Formazione pochi hanno dimostrato più competenza della Simg e  altri che si sono messi a copiare ( noi non lo abbiamo mai fatto) non si sono neanche lontanamente avvicinati alla qualità della Simg.  E tuttavia non posso non esprimere una perplessità a partire da una analisi spassionata di quelli che sono i temi storici della formazione prodotta dalla Simg ovvero  progetti di ricerca e su temi di carattere clinico e professionale.

Ma cosa c’entra questo con quello che abbiamo dichiarato in premessa ovvero guidare un passaggio cosi epocale da costringere i medici ad affrontare un processo organizzativo a 360 ° della medicina generale. Non stiamo parlando, per capirci, della Job description di vent’anni fa o anche del doctor office o di altri progetti di ricerca: stiamo parlando o dovremmo parlare di temi che fra l’altro dovranno essere appresi solo da quei pochi medici che si occuperanno di amministrare le cooperative di MMG  (anche solo 4 o 5 ogni 100- 200) ovvero:

- di  fare organizzazione di associazioni (AFT/UCCP) e di Società come le Coop,

- di gestione del personale (per evitare il caporalato),

- di centri costo/ricavo (per evitare i conflitti interni fra soci legati alla paura di pagare i costi eccessivi di colleghi di altri presidi erogatori o AFT),

- di redazione di bilanci preventivi e consuntivi di Coop che sono aziende ( e che affrontano il rischio di fallimenti senza pagamenti a piè di lista rassicuranti),

-  di assemblee separate di sezioni soci (per mediare fra dimensioni necessarie delle Coop per economia di scala e bisogno di vicinanza dei soci al CdA ),

- di rapporto delle Coop di MMG con clienti e fornitori,

- di ristorni con cui correlare la partecipazione ai risultati positivi dei soci a vantaggi per gli stessi,

- del perchè non bisogna costituire Coop sociali di MMG violando la legge 381 del 91 che istituisce le Cooperative sociali con paletti forti per tipologia di attività, di finalità e di agevolazioni fiscali e contributive,  

- del fatto che non sia opportuno immaginare coop di MMG che eroghino prestazioni sanitarie (già vietati dall’articolo 54 dell’ACN) perchè a quel punto le Coop dovrebbero entrare nel mercato generale e aprirebbero la strada ad affidamenti di servizi attraverso gare d’appalto e facendo cosa che metterebbe in grande difficoltà le Coop di MMG stante che non avrebbero le dimensioni necessarie per reggere l’impatto con il mercato (tanto per fare un esempio la Coop OSA di Giuseppe Milanese dispone di 2600 soci lavoratori di infermieri e altro!),

- e di tante altre cose che sono lontane da ciò che ha fatto finora la Simg, ma anche altri soggetti che si stanno cimentando nell’insegnamento di materie di cui non si sono mai occupati perpetrando quell’antico adagio di chi dice che c’è in giro tanta gente che insegna cose che non ha capito!!). Attenzione perchè da adesso in avanti saranno in tanti a “straparlare“di Coop di MMG e molti di loro non sapranno di cosa staranno parlando.  Conosco gente che viene chiamata a insegnare o fare relazioni sulla cooperazione e che farebbe meglio ad occuparsi di amministrare pollai ma non grossi!!!

Alla fine mi chiedo cosa c’entra tutto questo con quell’ecografo e le altre apparecchiature della diagnostica citate prima da Cricelli e che devono formare il medico- cerniera di prima.

CONTINUA PARTE 3