Privati, ultimatum dei sindacati per il rinnovo del contratto

Redazione DottNet | 31/07/2008 17:29

Ancora pochi giorni: è questo il termine che Cgil Cisl e Uil danno alle istituzioni nazionali e regionali per indurre le strutture sanitarie private a rinnovare il contratto dei loro 150 mila dipendenti, scaduto ormai da 30 mesi.

''Se non ci sarà alcuna presa di posizione - ricordano i sindacati - entro la prima decade di luglio sarà sciopero nazionale''. Centinaia di lavoratori da tutta Italia si sono ritrovati il 13 giugno scorso a Roma sotto le finestre della sede dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop). Con una richiesta molto chiara: un aumento in busta paga di 103 euro lordi a regime per il biennio 2006-2007, per ridare ''dignità a lavoratori che cercano di sopravvivere al caro-vita con stipendi che spesso non raggiungono i mille euro''. ''I datori di lavoro della Sanità privata - spiega Daniela Volpato, segretaria nazionale della Funzione pubblica Cisl - non accettano di sedersi al tavolo delle trattative perchè usano il rinnovo contrattuale come strumento di ricatto nei confronti delle Regioni per l'aumento delle tariffe e delle prestazioni. Un atteggiamento inaccettabile, che porta a 'gonfiare' i rimborsi e a scandali come quello del Santa Rita di Milano''. La stessa Aiop, come ricorda la segretaria di Fp Cgil Rossana Dettori, ''dichiara di non avere l'obbligo di rinnovare il contratto, e vorrebbe delegare alle Regioni la trattativa per la parte remunerativa''. ''Oggi stiamo lottando - aggiunge Maria Vittoria Gobbo, di Cisl Fpl - per un contratto scaduto da due anni e mezzo. Ma non dimentichiamo che in molte realtà in Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Campania, Lazio e Calabria, i lavoratori stanno ancora aspettando il pagamento degli arretrati del contratto 2004-2005''. La Sanità privata non rinnova il contratto da 29 mesi e così facendo, col costo del lavoro molto più basso, fa concorrenza sleale a quella pubblica. Questa denuncia viene dai sindacati degli operatori sanitari delle cliniche private lombarde. ''E' un problema che riguarda 150mila persone in Italia, 20mila in Lombardia, tra infermieri, fisioterapisti, tecnici e dirigenti - ha spiegato Alberto Villa, segretario lombardo Funzione Pubblica Cgil -. Le associazioni dei datori di lavoro della sanità privata, Aiop e Aris, ci rispondono che non hanno i soldi perchè la Regione non ha adeguato le tariffe di rimborso Drg''. Secondo Tommaso Calcerano della Uil, ''questo non è assolutamente vero, perchè lo stesso direttore generale della Sanità Lucchina ci ha spiegato che le tariffe sono state da tempo adeguate''. Resta il fatto, ha proseguito Rosa Perego della Cisl, ''che i lavoratori delle strutture private non riescono ad arrivare alla fine del mese. Molti sono precari, spesso stranieri, senza certezze e garanzie''.

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