Aifa, presto in commercio il farmaco contro l'epatite C

Farmaci | Redazione DottNet | 02/12/2014 16:09

Sta per essere immesso in commercio, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina di autorizzazione alla rimborsabilità, il 'super-farmaco' Sovaldi (sofosbuvir) contro l'epatite C, già approvato e in grado di eradicare la malattia in tre mesi.

Lo rende noto l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) precisando che verrà contestualmente chiuso il programma di uso compassionevole con accesso gratuito al trattamento con sofosbuvir, precedentemente attivato al fine di assicurare ai pazienti affetti da epatite cronica C con malattia avanzata l'accesso rapido e gratuito a tale terapia. L'Agenzia precisa di aver raccolto al tempo stesso la disponibilità del titolare dell'autorizzazione in commercio di Sovaldi (Gilead Sciences) a garantire la fornitura gratuita del farmaco per l'intera durata di trattamento dei pazienti per i quali le richieste ed approvazioni, da parte dei Comitati Etici competenti, siano state rilasciate in tempi utili. Al fine di agevolare l'accesso gratuito al farmaco da parte del maggior numero di pazienti possibile l'Aifa ricorda che saranno valutate tutte le richieste di trattamento pervenute entro la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina di autorizzazione alla rimborsabilità del farmaco.

Le richieste saranno esaminate dal titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio e i pazienti valutati 'eleggibili' verranno inclusi nel programma, previa approvazione dei Comitati Etici delle strutture richiedenti di competenza. Il termine ultimo per i centri richiedenti per inviare le approvazioni ed eventuali informazioni mancanti relative a richieste presentate prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è il 15 dicembre 2014. L'Aifa comunica anche che il numero di richieste totali nazionali di trattamento ha raggiunto, al 28 novembre, il valore di 1.431, mentre quello dei trattamenti approvati è 894, pari ad appena il 62,5% delle richieste. Inoltre permangono disomogeneità regionali sul numero di trattamenti approvati.

 

fonte: aifa

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