Oltre 50mila disabili non possono acquistare farmaci

Farmaci | Redazione DottNet | 02/12/2014 14:01

Sono oltre 50 mila le persone disabili e malate che in Italia, dal 2013 a oggi, hanno perso la forza economica per potere acquistare i farmaci per curarsi, anche quelli con prescrizione medica. Una crescita del 33,33% rispetto allo stesso periodo 2012-2013. I dati sono stati resi noti dalla Fondazione Banco Farmaceutico e dall'Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità che si terrà domani, e si basano sul campione di persone inferme che hanno preso parte ai pellegrinaggi Unitalsi o che sono entrati in contatto con l'associazione.

Le due organizzazioni sottolineano che se nel 2004 il Governo investiva per il mondo disabile circa 1 miliardo di euro, nel 2014 ha previsto solo 250 milioni, e che a causa di questo decremento degli investimenti è diminuita anche l'assistenza domiciliare che è ormai sotto le 10 ore settimanali. La disabilità e la malattia sono, dunque, sempre più sinonimi di povertà. Sempre basandosi sul l'esperienza di Unitalsi, i disabili che hanno bisogno dei medicinali hanno per il 20% oltre 80 anni, il 27% tra 70 e 79 anni, il 14% tra 55 e 64 anni, il 7,5% tra 35 e 44 anni e il 2% tra 15 e 24 anni. Tra questi il 33% sono maschi e il 67% femmine. I farmaci più richiesti sono quelli per le malattie del sistema cardiovascolare (24%), del tessuto connettivo (17%), neurologiche (13%), endocrine metaboliche (9%) e psichiatriche (9%).

In tale contesto è nata una collaborazione tra la Fondazione Banco Farmaceutico e l'Unitalsi, che prevede la fornitura gratuita di medicinali: per gli zaini di primo soccorso impiegati in tutti i pellegrinaggi accanto per le persone malate e disabili, per tutti i treni che partono per i pellegrinaggi e per le case di accoglienza per persone disabili e malate di Unitalsi presenti in tutta Italia. "Quella della povertà sanitaria è una nuova frontiera che apre scenari preoccupanti soprattutto per le tante troppe persone disabili che vivono da sole senza nessun sostegno nel nostro Paese" commenta Salvatore Pagliuca, presidente nazionale di Unitalsi. "I dati ci dicono che anche le categorie sociali che dovrebbero essere più protette cominciano a trovarsi in difficoltà. Un campanello di allarme che deve fare raddoppiare i nostri sforzi per fare in modo che in Italia si allarghi sempre di più la rete di solidarietà che sta sostenendo in silenzio un Paese in grandi difficoltà" aggiunge Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco farmaceutico.

 

fonte: ansa

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