Dal dentista per ringiovanire: boom dei trattamenti estetici

Odontoiatria | Redazione DottNet | 02/12/2014 14:07

Dal dentista non si va più solo per la cura dei denti ma anche per trattamenti di medicina estetica, come quelli anti-rughe col botulino o filler per ringiovanire il viso: la metà di coloro che si sottopongono a questi 'ritocchini' lo fa, infatti, sulla poltrona del dentista.

Lo rivela un sondaggio dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica e condotto su 800 persone e circa 800 dentisti. ''Abbiamo stimato - spiega il presidente dell'Accademia Leonello Biscaro - che esiste una domanda potenziale di trattamenti di medicina estetica, solo per la zona inferiore del volto (quindi intorno alla bocca), di circa 1 milione e 150mila persone''.

Oggi, spiega ancora Biscaro, nonostante la crisi economica si registra un costante aumento della domanda di trattamenti di medicina estetica, meno costosi e meno invasivi della chirurgia plastica. ''Ed è normale - continua - che chi abbia interesse in trattamenti del volto, specie del sorriso, si rivolga al dentista che ha un ruolo molto diverso oggi, non più solo strettamente legato alla salute dei denti ma anche all'estetica del sorriso''.

Dall'indagine è emerso che il 47% degli intervistati è favorevole alla medicina estetica per eliminare piccoli inestetismi del volto, per il 37% va bene che l'odontoiatra proponga ed esegua questi trattamenti. Inoltre il 4,5% degli intervistati ha eseguito tali trattamenti e il 50% di questi lo ha fatto dal dentista, il 25% si è affidato ad altri specialisti, e il restante 25% ha a centri estetici.

''Con l'aumentata richiesta di questi trattamenti - conclude Biscaro - preoccupa però il fatto che potrebbe verificarsi un problema di competenza di chi li offre, specie se in centri non medici: che ci si affidi al dentista o a un centro estetico o ad altri specialisti, quindi, è bene sempre accertarsi prima della competenza dell'operatore, altrimenti si può incorrere in brutte sorprese, con esiti peggiorativi del volto quando non addirittura cicatriziali".

 

fonte: accademia italiana, ansa

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