Il Tar conferma la maxi multa di 180 milioni a Roche e Novartis

Aziende | Redazione DottNet | 03/12/2014 17:06

In attesa dei prossimi round nei vari tribunali, per ora la multa di 180 milioni di euro decisa dall'Antitrust per le multinazionali Roche e Novartis è confermata dal Tar del Lazio, che punta il dito contro le due aziende farmaceutiche per aver fatto 'cartello' nel favorire le vendite di un farmaco, il Lucentis, molto più caro ma sostanzialmente identico all'Avastin, per la cura di alcune patologie dell'occhio.

La vicenda, preannunciata da interrogazioni parlamentari, inchieste giornalistiche e appelli della Società Italiana di Oftalmologia, prende il via ufficialmente lo scorso 5 marzo, quando l'autorità afferma che ''le capogruppo Roche e Novartis, anche attraverso le filiali italiane, hanno concertato sin dal 2011 una differenziazione artificiosa dei farmaci Avastin e Lucentis, presentando il primo come piu' pericoloso del secondo e condizionando cosi' le scelte di medici e servizi sanitari'', con un danno per il Ssn di oltre 45 milioni nel solo 2012 ma che sarebbe potuto arrivare a 600. Le due aziende si affrettano a negare ogni addebito, ma subito dopo la notizia della multa parte anche l'indagine della procura di Roma, che si aggiunge a quella aperta nel 2012 dal pm di Torino Raffaele Guariniello, con reati ipotizzati che vanno dalla truffa ai danni del Ssn all'aggiotaggio.

 

Anche alcune Regioni, con il Veneto in testa, chiedono rimborsi alle aziende. Al centro del dibattito c'è la questione cruciale dell'equivalenza delle due molecole. Avastin infatti non ha l'indicazione per l'uso nelle malattie dell'occhio, e secondo le aziende e diversi esperti, Lucentis, che invece è approvato proprio per le maculopatie, è più sicuro. Non è dello stesso parere il Consiglio Superiore di Sanità, che a maggio afferma che i due farmaci hanno un profilo di rischio simile, sulla base anche di risultati pubblicati su Lancet e sul New England Medical Journal. Il parere fa scattare subito la richiesta di danni da parte del ministero della Salute, che chiede 1200 milioni di euro. Dopo circa un mese arriva la decisione del Comitato Tecnico scientifico dell'Aifa di riammettere Avastin nella lista dei farmaci rimborsati dal Ssn per le maculopatie, anche se con una serie di paletti, dalla distribuzione solo in centri selezionati all'obbligo di 'spacchettare' i flaconi per creare monodosi, (che fanno infuriare gli oftalmologi), secondo cui con le nuove regole diventa più difficile, anzichè più facile, utilizzare Avastin sugli oltre 100mila pazienti con degenerazione maculare.

 

La sentenza non mette comunque la parola fine alla vicenda. Oltre alle indagini delle procure è probabile un ricorso delle aziende contro la decisione del Tar, e c'è anche una serie di querele incrociate tra i protagonisti principali, come quelle che oppongono la Soi a Fedeanziani, che si è schierata invece a favore dell'uso del solo Lucentis sulla base di una serie di segnalazioni a un numero verde istituito appositamente.

 

Roche esprime amarezza per la decisione del Tar di respingere il proprio ricorso contro la sentenza dell’Antitrust. Alla delusione per una sentenza che Roche ritiene profondamente ingiusta, fa da contrappeso la convinzione di aver agito sempre nell’interesse e a tutela della sicurezza del paziente. Convinta delle proprie ragioni, Roche percorrerà anche la strada del ricorso al Consiglio di Stato. Roche auspica che in questa sede vengano approfonditi gli elementi tecnico-scientifici che testimoniano come i propri comportamenti siano stati dettati esclusivamente dalla volontà di rispettare gli obblighi normativi, a tutela della sicurezza dei pazienti.
 

Novartis ha ricevuto avviso di deposito della sentenza del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio in merito alla decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato concernente la presunta intesa orizzontale tra Novartis e Roche in Italia per la commercializzazione di Lucentis® (ranibizumab) di Novartis e Avastin® (bevacizumab) di Roche.
Novartis non ha ancora ricevuto la sentenza definitiva con le motivazioni e pertanto non può commentare in merito al razionale o al contenuto della sentenza del TAR.

Le multe a Roche e Novartis confermate dal Tar si fondano "su oggettive evidenze documentali che attestano ripetuti contatti tra le concorrenti, volti a definire una comune strategia di impedimento della diffusione dell'uso oftalmico di Avastin, e iniziative di ripetuta attuazione di tale strategia, nelle sedi e contesti nei quali era possibile agire al fine di generare l'idea che Avastin fosse un farmaco più pericoloso di Lucentis in quanto privo di una Aic per uso oftalmico". Lo afferma la sentenza del Tar Lazio. Nella sentenza il Tar ha tenuto a precisare che la questione portata alla sua valutazione non riguardava la valutazione dei prodotti farmaceutici e del loro grado di sicurezza, né l'esercizio dei doveri di farmacovigilanza delle ricorrenti, bensì solo l'eventuale sussistenza di un'intesa tra Roche e Novartis volta ad ostacolare la concorrenza tra due prodotti dalle stesse commercializzati.

Per i giudici amministrativi, l'Antitrust "ha svolto un'adeguata istruttoria, e ciò ha condotto al rinvenimento di numerosi ed univoci elementi indiziari circa la ragionevole sussistenza di un'intesa restrittiva della concorrenza, volontariamente e sistematicamente adottata e poi attuata dai vertici aziendali delle società ricorrenti per lucrare un indebito vantaggio anticoncorrenziale dalla differenziazione delle vendite dei due farmaci"; e la decisione "di ravvisare e perseguire l'intesa in esame risulta, pertanto, scevra dai dedotti vizi di violazione di legge e di eccesso di potere, e pertanto non può essere sindacata da questo Giudice amministrativo". Per quanto riguarda lo specifico delle maximulte (a Roche 90.539.369 euro; a Novartis 92.028.750 euro) per il Tar "le censure riferite alla concreta determinazione dell'ingente sanzione, a seguito dell'esame dell'iter logico giuridico seguito dall'Autorità, non risultano fondate, impingendo in margini di apprezzamento discrezionale dell'Autorità non irragionevoli e quindi non sindacabili nel presente giudizio".

 


 

Fonte: ansa, roche, novartis

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