Intervista con Rappuoli (Novartis): decine di test per i vaccini

Redazione DottNet | 02/12/2014 20:58

Prima di essere immesso sul mercato un vaccino viene sottoposto a decine di test prima nei suoi singoli componenti e poi nella formulazione finale. Lo spiega Rino Rappuoli, a capo della ricerca sui vaccini del gruppo Novartis precisando che ai controlli dell'azienda si sovrappongono poi quelli dell'Istituto Superiore di Sanità.

''Siamo molto contenti che le analisi ulteriori dell'Aifa (clicca qui per leggere il servizio completo) abbiano confermato che i nostri vaccini sono sicuri, ma non avevamo dubbi - sottolinea Rappuoli -. Il controllo di qualità sui vaccini comincia a monte, con l'analisi delle materie prime, e test vengono condotti lungo tutti i processi di produzione. Ognuno dei singoli componenti del vaccino poi, che nel caso del Fluad sono quattro, subisce 19 test, dalla sterilità alla purezza, mentre il prodotto finale viene sottoposto ad altri 14. E' impossibile che esca qualcosa di contaminato, in azienda abbiamo 500 persone che si occupano solo di questo. A questi esami poi si aggiungono quelli che fa l'Istituto Superiore di Sanità prima di rilasciare il lotto''.

 

Anche nel caso dei lotti poi bloccati i controlli da parte dell'azienda non hanno presentato anomalie. L'intero processo di produzione dei vaccini, compresi i controlli da fare, sono codificati in delle procedure standard che vengono revisionate periodicamente, spiega Rappuoli. ''Noi siamo ispezionati regolarmente dall'Aifa e dalle altre agenzie regolatorie - precisa l'esperto -, che analizzano anche le procedure. Chi si sottopone a una vaccinazione può stare sicuro, non c'è il rischio che il vaccino sia contaminato, e a garantirlo ci sono tanti controlli di qualità''. I 'problemi di immagine' dei vaccini di questo periodo, afferma l'esperto, derivano in gran parte proprio dal loro successo.

 

''Cento anni fa la vita media era di 47 anni, e si moriva di polio, difterite, tetano, morbillo, tutte malattie che i vaccini hanno eliminato. Quando si vedeva morire la gente di vaiolo o difterite nessuno metteva in dubbio le vaccinazioni - sottolinea Rappuoli -. Ora invece le malattie non ci sono più, e famiglie e medici fanno un'iniezione al bambino i cui vantaggi sono 'nascosti', mentre gli effetti collaterali si vedono. Ma se si smette con le vaccinazioni le malattie ritornano, come hanno dimostrato recentemente i casi di polio in Siria, dove la malattia era stata debellata prima che la guerra fermasse i programmi di immunizzazione.

 

Fonte: ansa

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