Ex specializzandi: corte d'Appello concede le differenze contributive

Redazione DottNet | 03/12/2014 13:46

La sentenza n.1628 riconosce per la prima volta le differenze contributive: sono oltre 14mila euro più interessi per ogni anno di scuola post-laurea frequentato. Stabilito inoltre che la prescrizione decorre a partire dal 2007.

Vittoria per gli ex specializzandi a spese dello Stato. La Corte d’Appello di Roma, attraverso la recente sentenza n.1628 ha accolto per la prima volta le istanze dei medici specialisti ’94-2006 stabilendo per loro un risarcimento per la mancata adeguata retribuzione per gli anni di scuola post-laurea, prevista invece dalla direttiva europea 93/16. Il danno è stato quantificato nella differenza tra il trattamento concretamente percepito (incrementato della rideterminazione triennale) e quello riconosciuto soltanto dal 2007: il MIUR dovrà dunque corrispondere ben 14mila euro più interessi, per ogni anno di specializzazione. Nella stessa sentenza viene inoltre disposto che il termine di prescrizione decorre a partire dall’emanazione dei decreti attuativi del 2007 e non dal D. Lgs. n. 368/1999. Ciò significa che il diritto non è prescritto sino al 2017.

 

Consulcesi ha fatto ottenere oltre 362 milioni di euro in favore dei medici tutelati attraverso sentenze favorevoli che arrivano dai Tribunali di tutta Italia e con rimborsi che seguono ormai un iter sempre più veloce. Il rischio di esborso totale per lo Stato italiano supera i 4 miliardi di euro, considerato che ciascun medico può ricevere una cifra che arriva fino a 180mila euro. Per scongiurarlo, proprio Consulcesi ha ottenuto anche la presentazione di tre Ddl sul tema, che hanno trovato un sostegno bipartisan. L’accordo transattivo, è bene sottolinearlo, sarà valido però solo per chi avrà fatto ricorso prima della trasformazione in legge.

 

Si tratta di una sentenza che sposa appieno le nostre richieste – spiega l’Avv. Sara Saurini, Responsabile dell’Area Legale di Consulcesi – e conferma ulteriormente la possibilità di ottenere giustizia per un diritto negato che, come appare evidente, non è ancora prescritto.

 

fonte: consulcesi