Osteopatia e Urologia, un punto di incontro

Andrea Militello | 03/12/2014 15:57

L’osteopatia è una medicina manuale basata sulle stesse conoscenze anatomiche, fisiologiche e patologiche della medicina tradizionale.

Il suo scopo è ristabilire la funzionalità dei singoli distretti corporei affinché l’insieme (corpo umano) possa ritrovarsi in equilibrio e svolgere al meglio il suo ruolo di autoguaritore.

Come interviene nei problemi di ordine urologico e urogenitale quali: ipertrofia prostatica benigna (Ipb), sindrome da dolore pelvico cronico (CPPS), problematiche del pavimento pelvico, aderenze cicatriziali, cistiti, incontinenza.

Tramite dei test osteopatici specifici basati sull’esatta conoscenza anatomica e fisiologica, l’osteopata ricerca l’origine del sintomo trattandone la causa primaria, che sia essa di tipo muscolo-scheletrico, viscerale o cranio-sacrale. Così, anche nei problemi urogenitali, valuterà un quadro più ampio (rapporti anatomici, vascolarizzazione, drenaggio, innervazione).

Risalendo all’origine della catena disfunzionale che ha portato alla sofferenza di un organo e/o distretto, (che sia esso prostata, rene, vescica, utero, vagina o pavimento pelvico) tenterà di ristabilirne l’equilibrio riportandolo quindi alla sua fisiologia, libero di poter esprimere il suo potenziale al meglio.

Studi scientifici hanno dimostrato che il trattamento osteopatico ha risultati statisticamente sensibili in problematiche quali: ipertrofia prostatica benigna (Ipb), sindrome da dolore pelvico cronico (CPPS), cistiti, dorsalgie, lombalgie e sacralgie di origine urogenitale.

Dai cambiamenti positivi registrati sia nella qualità della vita del paziente che negli esami diagnostici, si evince che il trattamento osteopatico è un validissimo alleato anche nelle problematiche urogenitali, per questo una collaborazione tra urologi e osteopati è auspicabile.

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