Generici? No grazie

Giuseppe Gottardi | 09/12/2014 11:34

Finalmente ci si poteva liberare dalla schiavitù delle grandi case farmaceutiche e delle loro sirene mediatiche. Basta cene e benfit e viaggi esotici. Solo farmaci e medicina.

Ora devo ammettere che c'è qualcosa che non quadra.

Inizialmente sono stati per primi i pazienti specialmente anziani a lamentarsi e poi a rifiutare categoricamente i farmaci generici. Per loro era come "acqua fresca". Con il generico chi, agitato voleva dormire, passava le notti in bianco. Pensavo da presuntuoso che si trattasse solo delle classiche fisime degli anziani. Quasi dei capricci. Ma poi mi sono ricreduto. Ritornati, pagando pochi euro, alla loro vecchia prescrizione di marca, essi si sono dichiarati soddisfatti.

Non essendo possibile legare un risultato così immediato, solo ed esclusivamente a delle fissazioni, ho iniziato a controllare l'effettiva valenza, in termini di risultato finale e di tempi di guarigione, di diversi farmaci generici che avevano sostituito quelli che ancora all'inizio della professione avevo imparato ad usare.

Essendo un medico di medicina generale ho dedicato l'attenzione ai farmaci per me più facilmente monitorabili. Gli antibiotici. Pochi giorni dopo l'assunzione di questi farmaci era normale aspettarsi dei risultati considerando l'esperienza acquisita in tanti anni di attività (33). 

Ora, invece, le cose sono cambiate. Non in maniera eclatante ma piuttosto sottile. Alcuni esempi. L'Amoxicillina non generica funziona ancora molto bene nei miei pazienti stranieri. Quella generica lavora male. Più disturbi generici e meno risultati. Questo l'ho anche sperimentato in un periodo di 45 giorni nel nord del Pakistan. Ancora peggio funziona l'Amoxicillina+Acido clavulanico. La molecola originale faceva "miracoli" e li fa ancora ma, al contrario, con il generico, in particolare nelle patologie polmonari, si osservano tempi più lunghi e fastidiosi ritardi nel miglioramento della sintomatologia. Peggio ancora si comporta il generico Azitromicina ed anche la Ciprofloxacina.

C'è sempre il pericolo che il piccolo ricercatore, una volta che abbia osservato una defaillance, tenda poi a vedere tutto in questa luce. Scrivo nella speranza che anche altri colleghi possano o no confermare questa sgradevole sensazione. Non credo che vengano costruiti farmaci generici per danneggiare i pazienti ma può essere che il principio attivo non abbia la stessa quantità e/o qualità. Può essere che qualche minimo passaggio nella fase di costruzione del farmaco sia stato omesso o eseguito in modo diverso.

A mio avviso comunque la conclusione è questa: I Farmaci Generici valgono ancora meno del prezzo che valgono.

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