Debutta un test molecolare per il tumore alla prostata

Redazione DottNet | 06/12/2008 17:48

prostata Psa urologia

Esiste un test che si effettua attraverso una semplice analisi delle urine che aiuta gli urologi a diagnosticare precocemente il carcinoma prostatico. Si chiama 'PROGENSA PCA3' ed è il primo test molecolare specifico che si basa su una tecnologia innovativa e servirà come ausilio nella diagnosi di questa specifica forma tumorale.

 Gli attuali marcatori tumorali specifici per questo tipo di cancro, come il PSA sierico, presentano dei limiti e per questo motivo l'introduzione di PROGENSA PCA3 è da considerarsi positivamente. ''E' stato dimostrato che grazie al PCA3 è possibile identificare pazienti affetti da forme tumorali molto iniziali o di basso grado, per i quali, talvolta, una vigilanza attiva potrebbe risultare più idonea rispetto a qualsiasi intervento più invasivo'', spiega il professor Fabrizio Iacono, associato in Urologia all'Università di Napoli Federico II. Il PCA3 è un gene specifico per la prostata che si presenta sovraespresso in caso di tumore. Maggiore è la quantità di PCA3, maggiori saranno le probabilità della presenza di una neoplasia. Dagli studi è emerso che PROGENSA PCA3 è in grado di predire, fra i pazienti con precedente biopsia negativa, chi risulterà positivo alla biopsia di controllo in modo più accurato rispetto al solo test del PSA. ''Controlli periodici e la tempestività diagnostica sono fondamentali per ridurre la percentuale di mortalità dovuta a questo tipo di neoplasia - afferma Iacono - oggi la prevenzione prevede il dosaggio del PSA, seguito dall'esplorazione digitorettale (DRE) e da eventuale ecografia trans-rettale. La presenza di un carcinoma prostatico può elevare i livelli di PSA, ma l'aumento di questo antigene può essere dovuto anche ad una serie di altri fattori quali le dimensioni della ghiandola e le infiammazioni prostatiche. Ciò rende il PSA un parametro poco selettivo. Inoltre, nel 10-25% dei pazienti con risultato bioptico negativo, il carcinoma prostatico viene successivamente confermato dall'esecuzione di ulteriori biopsie. Pertanto, il margine di incertezza può persistere anche dopo l'esecuzione del test del PSA e/o della biopsia''. ''Attualmente in Campania sono pochi i centri presso i quali si può effettuare questo tipo di analisi, ma tempo qualche mese si diffonderà'', sottolinea il professor Fabrizio Iacono.