Un terzo dei dentisti neo laureati lavora a nero o è precario

Redazione DottNet | 09/12/2014 15:53

Mal pagati e sempre più in difficoltà nel trovare lavoro, i dentisti italiani neolaureati sono ben lontani dallo stereotipo del 'professionista benestante'. A un anno dalla laurea, quasi il 40%, praticamente due su cinque, non trova un posto regolare e lavora con contratti precari (26,4%) o in nero (9,4%).

Una situazione che peggiora di anno in anno, considerando che il tasso di occupazione tra i neolaureati è sceso dal 2012 al 2013 di ben 7 punti percentuali, passando dal 70,1% al 63,1%. E' quanto emerge dal Secondo Rapporto Eures-Cao (Commissione albo odontoiatri) su "Le sfide della crisi alla Professione Odontoiatrica, tra qualità delle prestazioni e distorsioni di mercato", presentato a Roma. "Il sistema mostra una crescente difficoltà ad assorbire l'offerta di professionisti, spianando la strada a quell'abusivismo che toglie futuro ai giovani e inquina la concorrenza", commenta il presidente della Cao nazionale, Giuseppe Renzo. Oltre a trovare lavoro con difficoltà, inoltre, i dentisti neolaureati guadagnano sempre meno. Nel 2013 la retribuzione media ad un anno dal conseguimento del titolo era di 1.058 euro mensili, -7,1% rispetto al 2009. Particolarmente penalizzate le donne, che guadagnano solo 876 euro a fronte dei 1.176 degli uomini.

"Lungi dallo stereotipo del dentista benestante - aggiunge Renzo - quello delle giovani generazioni sempre più spesso trova posto in grandi centri ed è sottopagato, con stipendi di 600 o 800 euro al mese e in nero. Ci arrivano sempre più avanti con l'età". Si laureano infatti in ritardo rispetto all'Europa: in base al vecchio Ordinamento che prevede una durata di 5 anni, l'età media era di 26,5 anni, ma diventeranno quasi 28 con il nuovo ordinamento in vigore da quest'anno

 

fonte: cao