Due medici e tre farmacisti denunciati per false prescrizioni

Professione | Redazione DottNet | 12/12/2014 15:32

Una truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale grazie al rimborso di medicinali in base a false ricette per farmaci che venivano o poi effettivamente venduti, realizzando così un doppio guadagno, o distrutti.

E' quanto ha scoperto la guardia di finanza di Arezzo che ha denunciato due farmacisti e tre medici dell'Aretino, segnalati anche alla Corte dei conti di Firenze. Circa 50.000 euro, questa la stima, il danno per il Ssn. Sequestrati un migliaio di farmaci privi di fustelle, ricettari e 400 tessere sanitarie di ignari pazienti, in originale o fotocopie, usate per le fittizie prescrizioni fatte anche nei confronti di persone defunte. Secondo quanto spiegato in una nota dalla gdf, i farmacisti coinvolti avrebbero staccato le fustelle dei medicinali applicandole su ricette mediche false fatte da dottori loro complici: in questo modo il farmaco risultava essere stato venduto e veniva rimborsato e "a quel punto poteva essere veramente ceduto (con un doppio guadagno) oppure distrutto".

I farmaci privi di fustelle sequestrati sono stati trovati, spiegano ancora le fiamme gialle, in un locale della farmacia coinvolta nelle indagini e anche in vari sacchi di plastica. In un terreno nella disponibilità di uno dei due farmacisti scoperti anche resti di medicinali carbonizzati. Le perquisizioni hanno portato inoltre alla scoperta delle tessere sanitarie sequestrate e, nell'abitazione di un farmacista, dei ricettari intestati ai tre medici coinvolti, oltre a un timbro ad umido di uno di essi e a diversi fogli manoscritti riportanti nominativi di assistiti con relativi farmaci da prescrivere. Secondo i finanzieri il sistema architettato dai cinque professionisti, "ben articolato", sarebbe stato funzionante da alcuni anni, il tutto all'insaputa dei pazienti a cui risultavano intestate le false ricette. Queste "venivano compilate 'a tavolino', basandosi su criteri di rotazione delle prescrizioni tra i vari pazienti, il tutto per eludere possibili campanelli d'allarme degli organi di vigilanza dell'Asl 8" di Arezzo.

 

fonte: ansa

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