Aziende e associazioni in campo contro la legge di Stabilità

Aziende | Redazione DottNet | 13/12/2014 16:21

Se fossero confermate le voci secondo le quali nella legge di stabilità verrebbero inseriti nuovi tagli lineari alla spesa farmaceutica convenzionata richiesti dalle Regioni, ''si determinerebbero pesanti conseguenze negative sui livelli di assistenza garantiti ai cittadini e sui livelli occupazionali del settore''. Lo denuncia Federfarma, la Federazione nazionale che rappresenta le farmacie private, ricordando come finora, nonostante i ripetuti interventi di contenimento della spesa farmaceutica convenzionata, le farmacie abbiano garantito un servizio di qualità.E con i farmacisti si sono schierate anche altre sigle e aziende del comparto.

Tuttavia la prima a esternare era stata Farmindustria, mercoledì: in una dichiarazione al Sole 24 Ore, il presidente dei produttori Massimo Scaccabarozzi aveva espresso «stupore» per le voci di nuove misure a carico della spesa farmaceutica: «Non ci sarebbe alcuna necessità» aveva detto «trattarci ancora come un bancomat farebbe soltanto un danno al Paese, altro che crescita». Sulla stessa linea le dichiarazioni rilasciate da Lucia Aleotti (nella foto), vicepresidente di Farmindustria e presidente del gruppo Menarini: «Ci sembra un ritorno alla vecchia politica, che quando non sa dove tagliare interviene ancora una volta sulla spesa farmaceutica» ha detto a margine di un evento ospitato a Firenze «il nostro settore è tra quelli che contribuisce più incisivamente al prodottointerno lordo. Alle Regioni chiediamo rispetto».


Poi è scesa in campo anche Assogenerici: «I tagli lineari alla Sanità sarebbero soltanto la riproposizione di una vecchia logica» è il parere di Enrique Häusermann, presidente dei genericisti «che non soltanto non produce risultati apprezzabili sul piano del risanamento della spesa pubblica ma crea, soprattutto in una fase di crisi gravissima come quella attuale, pesantissime conseguenze sociali». Anche per Häusermann, dunque, «va ringraziato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin per l’opera che finora ha svolto in tutela del Servizio sanitario nazionale, attraverso una politica di razionalizzazione della spesa e non di misure meramente contabili. Chiediamo ora che le Regioni vogliano ascoltare le preoccupazioni espresse da tutto il comparto sanitario».
Preoccupati, infine, anche i distributori di Adf:: il loro presidente Mauro Giombini ha messo in guardia sugli effetti di eventuali tagli alla spesa farmaceutica: sulla ricetta Ssn, ha ricordato in sintesi, i grossisti lavorano già oggi in passivo, nuove misure di contenimento metterebbero a rischio la sostenibilità di parecchie imprese.

 

fonte: federfarma, assogenerici, farmindustria

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