Il futuro della ricerca è nella collaborazione atenei-industrie

Redazione DottNet | 16/12/2014 14:53

"Una sempre maggiore integrazione tra settore privato e mondo scientifico accademico è un percorso obbligato per dare sbocchi concreti alla ricerca italiana e per valorizzare appieno le risorse di cui il Paese dispone". Su questa filosofia è basato il Novartis Biocamp, in svolgimento all'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), che mette a confronto 34 giovani ricercatori italiani impegnati in ambito biomedico.

L'iniziativa ha il patrocinio del Ministero della Salute e lo stesso ministro Beatrice Lorenzin ha inviato un messaggio ai ricercatori, sottolineando che "la ricerca è il nostro nuovo petrolio e non può e non deve continuare ad essere considerata un costo. Investire in ricerca significa puntare su intelligenza e conoscenza, coniugare la nostra tradizione culturale e scientifica con la produzione di un modello industriale".

I giovani partecipanti al BioCamp, spiegano gli organizzatori, sono "risorse di alto livello, come dimostrano i loro curriculum, e hanno tutti importanti esperienze all'estero e numerose pubblicazioni al proprio attivo". La loro valorizzazione, ha commentato il direttore scientifico di Humanitas Alberto Mantovani, "può avvenire solo favorendo un trasferimento più efficace e fluido tra ricerca di base e ricerca applicata. Le regioni italiane più avanzate, come la Lombardia, hanno una produttività scientifica di base simile a quella di altre regioni chiave. Ma poi da noi manca la capacità e la possibilità di operare il trasferimento tra ricerca di base e applicata. Da questa situazione - ha concluso - è possibile uscire collaborando in modo virtuoso con l'Industria".

 

fonte: ansa

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