Età pensionabile farmacisti, la politica dice sì all'abrogazione

Redazione DottNet | 17/12/2014 14:45

Le farmacie offrono un servizio irrinunciabile alle comunità più sperdute, non si poteva non condividere la loro battaglia per l’abolizione della norma che obbligherebbe i titolari a nominare un direttore al raggiungimento dell’età pensionabile.

E’ quanto ha affermato il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, nel suo intervento all’assemblea nazionale di Federfarma, in programma a Roma. Dedicata a tracciare un bilancio di un anno di attività sindacale, la riunione ha visto l’intervento di alcuni rappresentanti del mondo politico che alle farmacie hanno dedicato ascolto e attenzione. E’ il caso, appunto, di Nencini, che nelle settimane passate ha raccolto le preoccupazioni del sindacato per le ricadute della norma sull’età pensionabile. «Le vostre considerazioni sono apparse subito fondate e quindi condivisibili» ha ricordato il viceministro all’assemblea «avete fatto bene a sostenerle con una forte azione di convincimento. In una recente ricerca, il Censis ha detto che l’Italia è stata unificata dalla scuola, dalle stazioni dei carabinieri e dal Giro d’Italia. Io dico invece che oggi, a fare da collante nelle realtà più distanti, c’è ormai soltanto la farmacia e quindi è giusto sostenerla».

 


Sulla stessa linea Marco Di Lello (Gruppo misto-Psi-Pli), primo firmatario dell’emendamento al ddl Stabilità che, alla Camera, ha eliminato l’obbligo del direttore al raggiungimento dell’età pensionabile: «Sarebbe stata una norma penalizzante soprattutto per le farmacie più piccole» ha detto alla platea dei delegati «che ormai sono l’ultima traccia di servizio pubblico nelle realtà più lontane. L’interesse dello Stato, invece, dovrebbe essere quello di utilizzare al meglio questo presidio proprio per assicurare l’assistenza in ogni angolo del Paese».
L’onorevole Donata Lenzi (Pd, componente della commissione Affari sociali della Camera) ha infine rivendicato la necessità di un cambiamento culturale in materia di governo della spesa sanitaria: «Bisogna cominciare a considerare le varie voci del bilancio Ssn come vasi comunicanti» ha sostenuto «quasi fossero canne d’organo: se investo un miliardo di euro nell’acquisto di un farmaco per la cura dell’epatite C che mi consente di ridurre la spesa per ricoveri o cure ospedaliere, in realtà sto risparmiando».

 


Con l’emendamento sull’età pensionabile ormai saldamente innestato nel ddl Stabilità (il Senato dovrebbe votare il testo entro la fine della settimana, quindi il disegno di legge passerà alla Camera per il voto finale entro lunedì), si chiude in positivo il bilancio di questo anno di attività sindacale. Le cui tappe sono state scandite dalla presidente di Federfarma, Annarosa Racca: «A febbraio abbiamo preso parte al decreto legislativo con cui il Governo ha fissato regole stringenti sull’e-commerce farmaceutico, a luglio la sentenza della Corte costituzionale ha piantato un solido paletto a difesa della ricetta in farmacia e della pianificazione delle sedi, a settembre abbiamo avviato con le Regioni un tavolo di confronto che sta gettando le basi per il rinnovo della Convenzione». In sostanza, il sindacato ha rintuzzato colpo su colpo le minacce concretizzatesi nel corso dell’anno sul capo della farmacia e allo stesso tempo ha aperto diversi cantieri (dal Patto per la Salute, con il capitolo sulla farmacia dei servizi, all’Agenda semplificazioni con il progetto per il recapito domiciliare dei farmaci) per aprire ai titolari nuovi spazi d’azione. «Il 2015» ha concluso la presidente Racca «dovrà essere l’anno in cui questi percorsi troveranno concretizzazione, in particolare con la definizione della nuova Convenzione».

 

fonte: federfarma

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