
Recenti risultati che hanno dato evidenza dell’efficacia nei LUTS correlati all’IPB.
Recenti risultati che hanno dato evidenza dell’efficacia nei LUTS correlati all’IPB .
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una delle malattie più diffuse tra gli uomini adulti, si calcola che oltre il 50% degli uomini di età superiore ai 40 anni siano interessati da questa malattia, seppur in stadi diversi. Quando si superano i 70 anni, la percentuale di uomini che ne soffrono sale a 8 su 10. Più avanza l’età, più sale l’incidenza. L’ipertrofia prostatica benigna è caratterizzata dall’ingrossamento della prostata e tra i suoi sintomi tipici, soprattutto all’insorgere della malattia, troviamo la difficoltà a urinare e lo stimolo frequente e impellente alla minzione.
La patologia presenta manifestazioni e sintomi differenti a seconda dello stadio in cui versa, pertanto, si prevedono approcci differenti a seconda dello stadio della terapia.
Nella fase iniziale, è soprattutto la prevenzione a essere fondamentale: i controlli, in assenza di una sintomatologia rilevante, dovrebbero essere periodici, da effettuare almeno una volta all’anno. In questa fase il volume prostatico è inferiore a 40 cc e i valori di PSA (Antigene Prostatico Specifico, una proteina prodotta dalla prostata contenuta nel liquido seminale e in minime quantità nel sangue) sono inferiori a 1,4 ng/ml. A questo punto, la malattia non ha ancora un impatto importante, ma comunque comporta disagi fastidiosi per la vita quotidiana ed è quindi da tenere sotto controllo.
Un secondo stadio della patologia può essere invece trattato con una terapia medica sintomatica grazie agli inibitori alfa1-adrenergici, ovvero farmaci che fanno rilassare la muscolatura liscia del collo vescicale, l’uretra prostatica e la prostata, favorendo lo svuotamento vescicale e alleviando i fastidiosi sintomi avvertiti dagli uomini affetti dalla patologia in questione.
Un terzo stadio dell’ipertrofia prostatica benigna, quando il volume prostatico è superiore a 40 cc e il PSA è maggiore di 1,4 ng/ml, viene invece trattato in modo soddisfacente con i farmaci inibitori della 5-alfa-reduttasi, come per esempio Dutasteride e Finasteride. Questa classe di farmaci agisce in modo efficace sulla patologia bloccandola ed evitandone lo sviluppo, quindi riesce a prevenire l’insorgere di eventuali complicanze.
Recentemente, uno studio condotto su tadalafil, ha dimostrato l’efficacia degli inibitori della 5-fosfo di esterasi, in principio registrati per la disfunzione erettile, nel migliorare in modo statisticamente significativo i sintomi correlati all’IPB, con un miglioramento significativamente maggiore (-6,0; p <0,001), rispetto al basale (-4,5) del punteggio totale al International Prostate Symptom Score dopo 12 settimana di trattamento.
Risultati da studi clinici recenti hanno dimostrato che il trattamento giornaliero con il dosaggio di 5 mg di tadalafil, oltre a trattare efficacemente la disfunzione erettile, molto spesso presente negli uomini affetti da ipertrofia prostatica benigna, migliora in modo significativo i sintomi di quest’ultima patologia. Il Tadalafil agisce rilassando il collo della vescica e quindi riduce i sintomi dell’ipertrofia quali, per esempio, l’impellente bisogno di urinare e lo svuotamento incompleto della vescica.
Per saperne di più consultare la bibliografia:
Takeda M, Yokoyama O, Lee SW, Murakami M, Morisaki Y, Viktrup L. Tadalafil 5 mg once-daily therapy for men with lower urinary tract symptoms suggestive of benign prostatic hyperplasia: results from a randomized, double-blind, placebo-controlled trial carried out in Japan and Korea. Int J Urol. 2014 Jul;21(7):670-5. doi: 10.1111/iju.12410. Epub 2014 Feb 27. PubMed PMID: 24571205.
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