In aumento le infezioni da protesi cardiache

Redazione DottNet | 29/12/2014 13:40

Dal 2003 al 2013 l'insorgenza di infezioni dovuta ai Dispositivi elettronici impiantabili cardiaci (CIED), applicati nei presidi dell'Azienda ospedaliera dei Colli "Monaldi-Cotugno-Cto", è passata da circa il 5 per cento a oltre il 30 per cento. E' il dato saliente emerso dallo studio del Dipartimento di Microbiologia e Virologia della medesima azienda sanitaria, finalizzato alla valutazione dell'epidemiologia microbica delle endocarditi su CIED nel corso di un arco temporale di dieci anni. Queste infezioni rappresentano una condizione clinica emergente, a causa del crescente utilizzo degli impianti CIED e dell'elevata età media dei pazienti, spesso affetti da più patologie.

Il lavoro dell'azienda ospedaliera napoletana, coordinato dal professor Riccardo Smeraglia, direttore del dipartimento, è stato oggetto di dibattito nell'ultimo congresso nazionale dell'Associazione Microbiologi Clinici italiani, svoltosi a Rimini, in occasione dell'incontro sulle infezioni da protesi vascolari. In particolare, le infezioni da protesi cardiaca costituiscono il 30% del dato complessivo italiano, mentre l'ortopedia è il settore di maggiore esposizione. La natura di questi interventi, che spesso sottopone i pazienti a interventi molto invasivi costituisce una frequente causa di insorgenza di infezioni, che si annidano sulla superficie dei dispositivi impiantati, fin dalla prima settimana dall'intervento.

 

Il costo di ogni infezione, considerando sia la spesa diretta (revisione chirurgica, terapia, degenza) sia quella indiretta (assenza dal lavoro, riabilitazione) è stimato intorno ai 50mila euro. Motivo per il quale, anche ai fini di una maggiore sostenibilità della spesa sanitaria, prevenire o intervenire su queste infezioni con celerità ed efficacia si traduce in un minor peso per il sistema sanitario. Anche perché l'insieme di questi interventi raggiunge in Italia la ragguardevole cifra di quasi 80.000 procedure: 42.300 interventi in circolazione extracorporea, 62mila impianti di pacemaker e 24.000 di defibrillatori. In ortopedia invece si impiantano ogni anno circa 90mila protesi ortopediche d'anca e 63.000 di ginocchio. Di grande importanza nello sviluppo di queste infezioni, sottolinea il professor Smeraglia, è il ruolo del biofilm o biopellicola. Si tratta di un'aggregazione di cellule microbiche associate tenacemente a una superficie e incluse in una matrice polimerica extracellulare, che offre un alto grado di protezione.  Per fronteggiare questa crescente diffusione di infezioni, il presidente nazionale di Amcli Pierangelo Clerici ricorda come un concreto aiuto possa venire da un lato dai continui progressi tecnologici, soprattutto nella scienza dei materiali utilizzati, dall'altro da procedure di impianto, nel limite del possibile, sempre meno invasive e nella massima sterilità.



L'Associazione Microbiologi Clinici Italiani è stata costituita nel 1970 ed è articolata su delegazioni regionali. L'associazione scientifica ha sede a Milano ed è attualmente presieduta dal professor Pierangelo Clerici, Direttore dell'Unità Operativa di Microbiologia dell'Azienda Ospedaliera di Legnano. Tra le finalità statutarie di AMCLI, lo sviluppo della Microbiologia clinica.

 

fonte: ansa