Arrivano nuovi criteri per l'accreditamento delle strutture private

Redazione DottNet | 31/07/2008 17:32

Un sistema da correggere, controllare, con l'obiettivo di evitare che le cliniche degli orrori possano fare dei pazienti un business milionario. Arrivano nuovi criteri per l'accreditamento delle strutture, un bollino d'oro, per garantire la qualità.

Lo ha annunciato il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio in Senato nel corso di una informativa in aula al Senato sulla clinica Santa Rita di Milano. E il percorso di revisione parte dalle cartelle cliniche che verranno sottoposte a controlli: si passerà dal 2% al 10%. ''Il Ministero affiancherà ai controlli campionari il controllo sistematico su tutte le cartelle cliniche - ha detto Fazio - relative alla prestazioni ad alto rischio di inappropriatezza rispetto sia ai medici prescrittori che alle strutture erogatrici''. I controlli sanitari svolti dalla Regione Lombardia devono essere considerati più che adeguati e superiori agli stessi obiettivi posti dalla stessa Regione, sostiene invece il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. ''Non esiste alcun tipo di controllo che possa entrare nella coscienza delle persone - ha osservato riferendosi ai medici della struttura sanitaria milanese -: la coscienza del singolo non può essere controllata, l'istinto omicida non può essere controllato''. E i controlli - ha aggiunto ancora - sono sul 6,2% dei casi ''superiore all'obiettivo'' del 5%. L'Aiop è l'unica voce contraria ad una modifica del sistema di accreditamento: per l'associazione che rappresenta l'ospitalità privata cioè che è mancato sono stati proprio i controlli. Fazio ha anche annunciato la costituzione di un nuovo sistema, di concerto Stato-Regioni, che preveda un controllo delle singole prestazioni e non solo la valutazione degli standard. Fazio punta ad un sistema informatizzato, l'introduzione di un fascicolo sanitario elettronico che rappresenti l'intero percorso del paziente. Ma il sottosegretario non ha dimenticato di considerare due aspetti che nella vicenda avranno un peso anche grave: i 700 dipendenti della struttura che rischiano il posto di lavoro e gli oltre 200 pazienti della clinica che dovranno comunque trovare in tempi brevi un'alternativa di cura. La Regione Lombardia si dovrà impegnare per soddisfare le prestazioni richieste dai cittadini ''in modo che i disagi per gli stessi siano ridotti al minimo''. Ma mentre si allarga il coro di quanti chiedono nuovi criteri amministrativi (fra questi anche il vicepresidente della Camera Rosy Bindi e l'ex Ministro della Salute Livia Turco) nessuno, almeno a parole, intende mettere sul rogo l'intera sanità privata. A parlare sono anche i numeri di uno studio dell'Università Cattolica: i dati dimostrano quanto la sanità privata pesi ormai in modo crescente nel servizio pubblico. E' diminuito il numero degli italiani ricoverati dal 2001 al 2005 per un totale dello 0,7% ma il profitto per il settore privato accreditato Aiop è aumentato del 24,2% a fronte di un aumento medio del 4,6%. Per il settore privato no-profit (gli associati che aderiscono all'Aris ed altri di ispirazione cattolica) il profitto è cresciuto rispettivamente del 10,8% (+137 milioni di euro) e del 13,2% (+121 milioni di euro).

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato