
"La crisi economica globale ha portato, nel corso del 2013, a un netto decremento del numero delle sperimentazioni cliniche e del numero stesso dei pazienti arruolati in Europa" tuttavia "il nostro Paese detiene una quota pari al 17,2% della ricerca farmacologica rispetto all'Unione Europea, in linea rispetto agli anni precedenti", scrive nella presentazione del rapporto il direttore dell'Aifa Luca Pani.
Sono 583 le sperimentazioni cliniche - ovvero effettuate sull'uomo dopo lo studio in vitro (su cellule) e in vivo (su animali) - autorizzate in Italia nel 2013: nel 2012 erano state ben 697, 676 nel 2011, 670 nel 2010, 761 nel 2009. Un calo costante che va di pari passo con la diminuzione generale riscontrata in Europa, dove, nel 2013, risultano autorizzate 3.383 sperimentazioni, ma erano state 3.943 nel 2012, 4.127 nel 2011, 4.153 nel 2010, 4.609 nel 2009. A pesare, per quanto riguarda l'Italia, nota il rapporto, anche la fase di adattamento dovuta all'introduzione della nuova normativa, ovvero il passaggio ad Aifa come Autorità Competente e la riorganizzazione dei Comitati Etici. L'area terapeutica più rappresentata nella ricerca clinica italiana nel 2013 rimane l'oncologia (35%) seguita dal cardiovascolare (8,6%), da malattie del sistema nervoso (6,9%) e malattie del sistema ematico e linfatico (5,1%).
fonte: ansa




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