
Cala il numero delle sperimentazioni cliniche in Europa e anche in Italia ma, nel 2013, il nostro Paese mantiene in proporzione una quota costante e di tutto rispetto della ricerca farmacologica dell'Unione, pari al 17,2%. A pagare le conseguenze dei tagli di budget dovuti alla crisi, in particolare, la ricerca non commerciale passata dal 30% degli anni scorsi al 25% dello scorso anno. E' quanto emerge dal 13/o Rapporto nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia 2014, pubblicato sul sito dell'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) e relativo al periodo gennaio 2009-dicembre 2013.
"La crisi economica globale ha portato, nel corso del 2013, a un netto decremento del numero delle sperimentazioni cliniche e del numero stesso dei pazienti arruolati in Europa" tuttavia "il nostro Paese detiene una quota pari al 17,2% della ricerca farmacologica rispetto all'Unione Europea, in linea rispetto agli anni precedenti", scrive nella presentazione del rapporto il direttore dell'Aifa Luca Pani.
Sono 583 le sperimentazioni cliniche - ovvero effettuate sull'uomo dopo lo studio in vitro (su cellule) e in vivo (su animali) - autorizzate in Italia nel 2013: nel 2012 erano state ben 697, 676 nel 2011, 670 nel 2010, 761 nel 2009. Un calo costante che va di pari passo con la diminuzione generale riscontrata in Europa, dove, nel 2013, risultano autorizzate 3.
fonte: ansa
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