Vaccinazione antinfluenzale, meno 30 per cento. Tutti i test

Redazione DottNet | 07/01/2015 13:59

A causa del problema avuto con i due lotti del vaccino antinfluenzale Fluad si registra un calo delle immunizzazioni almeno del 30%. Lo afferma Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva dell'università Cattolica di Roma e commissario straordinario dell'Istituto Superiore di Sanità.

''C'è stato un decremento forte, per ora stimabile intorno al 30% rispetto ai valori dell'anno scorso, che già non erano ottimali - spiega Ricciardi -. Nonostante le rassicurazioni che abbiamo cercato di dare molte persone hanno deciso di non vaccinarsi. C'è però ancora tempo per farlo, perchè il picco influenzale è tra gennaio e febbraio''.

I vaccini antinfluenzali, così come gli altri, sono sicuri, ricorda Ricciardi, secondo cui questo trattamento è 'vittima del proprio successo'. ''I vaccini sono sicuri, rispondono a tutti i requisiti di sicurezza, di protezione e di legge. Nel passato non c'era bisogno di fare promozione alle vaccinazioni antipolio o antitetano, perchè le mamme vedevano i bambini ammalarsi e morire. E' importante capire che anche se non si vedono le malattie ci sono, e noi abbiamo il dovere morale di proteggere le persone più deboli, i bambini, le persone malate e gli anziani''.

Secondo l'esperto nella gestione della crisi c'è stato forse qualche errore di comunicazione da parte delle istituzioni. ''Forse sì - spiega Ricciardi - Forse dovremmo imparare a moderare un po' le parole, a usarle un po' meglio, a capire un po' meglio la psicologia dei nostri cittadini e fargli capire che il nostro lavoro è veramente nel loro interesse e non nell'interesse di nessun altro''.

Ogni anno in Italia muoiono per le conseguenze dell'influenza circa 8mila persone che si potrebbero salvare con un uso più esteso del vaccino.

''Il tributo in termini di vite umane è alto - sottolinea Ricciardi - perchè di fatto in Italia ogni anno muoiono circa ottomila persone in conseguenza dell'influenza, che viene contratta perchè non si è vaccinati o si è scarsamente protetti, e quindi le complicanze dell'influenza possono essere particolarmente gravi. C'è anche un tributo economico, sia dovuto alle cure per le persone che si ammalano, sia dovuto al fatto che chi ha l'influenza non va a lavorare, o deve rinunciare alle proprie attività per assistere qualche caro.

Questo ad esempio negli Usa ha spinto le autorità a suggerire la vaccinazione anche tra 50 e 65 anni, sia per proteggere la loro salute che per poter continuare a farli lavorare''. Secondo alcuni studi negli Usa l'epidemia stagionale di influenza costa intorno ai 10 miliardi di dollari, mentre in Italia la Siti, la società italiana di igiene e medicina preventiva ha stimato un costo medio per la collettività in Italia di 1,3 miliardi di euro, che può raddoppiare in stagioni particolarmente severe.

 

Prima che un vaccino antinfluenzale arrivi al cittadino o nello studio del medico di famiglia per essere utilizzato deve superare una lunga serie di test di sicurezza. Prove che vengono effettuate prima dall'azienda produttrice e successivamente ripetute dagli enti nazionali preposti al controllo. Questa la catena dei test per garantire la sicurezza:

- LA PRODUZIONE DEL VACCINO: i virus influenzali stagionali vengono isolati da centri specializzati dell'Organizzazione mondiale della sanita'. Da tali centri le aziende farmaceutiche acquisiscono gli stessi virus per la produzione dei vaccini antinfluenzali. I virus influenzali vengono quindi coltivati utilizzando cellule animali o uova di gallina. I virus cosi' prodotti vengono poi sottoposti ad un processo di 'inattivazione', per arrivare ad un vaccino che risulta composto da molecole inattive del virus stesso.

- I TEST DI SICUREZZA: una volta prodotto il vaccino, si avviano i test di controllo. Il primo test e' volto a evidenziare una eventuale infettivita' residua (il virus deve infatti risultare completamente inattivato). Quindi, vengono fatti dei test di sterilita', per accertare l'assenza di batteri patogeni che potrebbero essere in qualche modo intervenuti durante il processo di produzione. Altri test vengono eseguiti per controllare il contenuto di antigene emoagglutinina nel vaccino (una molecola presente nel virus stesso e che ha un ruolo protettivo fondamentale nel meccanismo d'azione del vaccino) affinche' sia nei parametri previsti. Eseguiti tali test, il vaccino viene confezionato in fiale o siringhe pre-riempite e, a questo punto, l'azienda produttrice esegue nuovamente dei test di controllo su campioni per ciascun lotto.

- I CONTROLLI NAZIONALI: i lotti di vaccino sono quindi sottoposti ad ulteriori controlli da parte dalle autorita' preposte per ogni singolo Paese. In Italia i controlli sono effettuati, su ogni lotto pervenuto, dall'Istituto superiore di sanita', che rilascia un certificato in assenza del quale il vaccino non puo' essere commercializzato. Possono essere utilizzati in Italia anche lotti di vaccini provvisti di certificazione rilasciata da enti di controllo europei equivalenti all'Iss.

- IL CONTROLLO DELL'AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO (AIFA): l'Aifa riceve il certificato di controllo relativo al prodotto da parte delle autorita' preposte (l'Iss per l'Italia, o equivalenti enti di controllo europei). L'Agenzia del farmaco quindi, entro sette giorni, effettua ulteriori verifiche documentali e accetta o meno la certificazione. Se l'Aifa accetta la certificazione, l'azienda e' autorizzata ad immettere il farmaco nella catena di distribuzione.

 

fonte: ansa

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