Dopo un'operazione non cammina più. Ausl dovrà risarcire i danni

Redazione DottNet | 07/01/2015 18:01

Per colpa di una diagnosi sbagliata all'ospedale Bellaria di Bologna, dal 2007 non ha più potuto camminare autonomamente: ha una paraplegia incompleta agli arti inferiori e con vescica e intestino neurologici.

La scorsa estate il tribunale civile ha riconosciuto l'errore medico e condannato l'Ausl bolognese al risarcimento di 494mila euro nei confronti del paziente. L'uomo, che all'epoca aveva 73 anni e ora ne ha 81, ha il 70% di invalidità permanente ed è seguito in una struttura protetta. Nonostante la sentenza esecutiva, non riesce però a farsi saldare la somma stabilita dal giudice. La condanna del giudice Alessandra Arceri al risarcimento è arrivata in seguito alla citazione fatta dall'anziano, assistito dall'avvocato Gianluca Lelli, nel 2011, dopo che in fase stragiudiziale, rileva il legale, l'assicurazione aveva rifiutato ogni trattativa.

 

 

La causa ha permesso di accertare l'errore professionale: il paziente dal 2006 aveva una fistola midollare e nel 2007 fu ricoverato più volte. In occasione del terzo ricovero, come riconosciuto dal consulente del giudice citato nella sentenza, ci fu "un errore diagnostico, consistito nell'errata esecuzione tecnica dell'esame angiografico midollare" nonché "l'inosservanza di doverose regole di condotta" che hanno implicato "l'errata identificazione del livello metamerico sede della malformazione vascolare midollare" che non è stato possibile correggere. Per il giudice la responsabilità dei medici "appare di tutta evidenza" ed è scattata la condanna per l'Ausl. Nella sentenza pubblicata ad agosto c'era però un errore materiale, poi fatto correggere, con un decreto di ottobre. L'avvocato dell'81enne, allora, ha redatto il conteggio totale di quanto dovuto, ma l'Ausl e l'assicurazione non hanno risposto.

 

 

Per ottenere il pagamento, spiega l'avv.Lelli, "si è reso necessario chiedere le copie della sentenza in forma esecutiva, previa registrazione della sentenza ad opera dell'Agenzia delle Entrate", quindi appena prima di Natale è stato notificato il precetto, intimando il pagamento entro 10 giorni, dopo di che, se non c'è risposta, si procederà all'azione esecutiva. "E' grave - osserva il legale - che accertata con sentenza esecutiva una responsabilità professionale, l'Ausl, attraverso la sua assicurazione, invece di risarcire il danneggiato, non provvede al pagamento del dovuto, ma lo obbliga a intraprendere azioni giudiziarie logoranti che durano anni ed anni e che, come nel caso in oggetto, per limiti di età, probabilmente impediranno al danneggiato di godersi il benché minimo giusto risarcimento".

 

 

Fonte: ansa

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