Vegani in farmacia: boom di corsi. Il mercato è in crescita

Farmacia | Redazione DottNet | 08/01/2015 14:11

Farmacisti e vegani: si sono appena conclusi i corsi riservati alla categoria affinché si possano dare suggerimenti a chi sceglie non solo di non mangiare animali ma anche di non consumare prodotti che prevedano il loro sfruttamento.

E' un mercato promettente: sono sempre più i dottori farmacisti che chiedono di fare la formazione necessaria ad ottenere l'attestato che assicura questo tipo di clienti. Sono già 120 i negozi abilitati dalla società Pharmavegana, che per 2.900 euro all'anno fornisce quattro anni di corsi (ma dopo il primo si ha già il "bollino" per la farmacia), e a marzo dell'anno prossimo saliranno fino a 300. E sta per partire con un progetto simile anche l'associazione Assovegan, e non è da escludere che nel futuro prossimo si muova anche qualcun altro. Così nel giro di un paio d'anni gli esercizi in grado di accogliere i vegan cresceranno in modo esponenziale.

 

In Italia ci sono tra le 400 e le 700mila persone che hanno fatto questa scelta e il loro numero aumenta a un ritmo del 10-15% all'anno. Si tratta di consumatori, molto consapevoli ed esigenti, ma pur sempre consumatori. E così chi gestisce una tipologia di esercizio commerciale tra i più attenti ad intercettare le esigenze di chi compra sta pensando a loro. .Anche integratori e prodotti fitoterapici o erboristici possono non andare bene per questo tipo di clienti, perché alcuni contengono lattosio, propoli o miele ma anche gelatine o grassi di origine animale. E il farmacista è una guida preziosa per la loro assunzione. Tutti i prodotti in vendita, anche larga parte di quelli omeopatici, sono testati su animali e così sono tutti inadatti per i vegan. Ma un farmacista consapevole delle esigenze di quel tipo di cliente può anche fargli capire che se ha una malattia importante, per guarire deve per forza prendere un farmaco.

Intanto hanno preparato anche un codice etico dove si legge, tra l'altro, che "il farmacista Pharmavegana si impegna a rispettare le esigenze del cliente vegetariano e vegano e a segnalare, nei limiti delle sue conoscenze, i prodotti per cui non viene effettuata sperimentazione animale. Allo stesso modo il farmacista s'impegna a un consiglio mirato sui prodotti finiti per cui non è stata effettuata sperimentazione animale, e a informare il cliente su prodotti sperimentati in passato sugli animali".

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