La metà degli italiani riduce le cure per la crisi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 09/01/2015 14:18

Meno visite dal dentista o dal dermatologo, controlli dal medico solo quando indispensabile. L'effetto 'crisi economica' modifica le abitudini di cura per oltre un italiano su due, in particolare se vive al Sud. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, ben il 53% dichiara di aver razionalizzato le spese per la salute, percentuale che arriva fino al 59% man mano che si scende verso le regioni meridionali.

E' la fotografia scattata da una ricerca dell'Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria.  In particolare, il 38% degli italiani si rivolge al medico o effettua controlli solo quando ritiene di 'averne davvero bisogno'. Insomma di fronte alla 'gravità' di un problema non si contano i denari, ma così facendo si sottovalutano segni precursori di possibili patologie che sarebbe meglio individuare in anticipo. Il ricorso a piccoli interventi, esami clinici, visite specialistiche, inoltre, secondo la ricerca, si riduce sia nel pubblico che nel privato.

 

Più di un italiano su quattro (27%), infatti, ha ridotto la frequenza con cui si rivolge alla sanità privata e ben il 75% degli intervistati dichiara che ciò è dovuto a questioni economiche. Chi decide di rivolgersi comunque al privato, in un caso su due (52%) lo fa se non ritiene di poter aspettare gli eccessivi tempi di attesa del pubblico per curare la propria patologia. "I tagli alle spese che da qualche anno gli italiani sono costretti a fare riguardano anche le cure mediche", sottolinea una nota stampa di UniSalute, che parla di "una tendenza ormai consolidata". I risultati della ricerca, infatti, sono in linea con quelli di altri precedenti studi e sondaggi in materia.

 

fonte: unipol. ansa

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